Il Beato Francisco Palau y Quer e i Sette Arcangeli
Francisco Palau y Quer (1811-1872) fu un carmelitano scalzo spagnolo la cui vita spirituale fu profondamente segnata da una svolta interiore e mistica avvenuta nel 1860 a Ciudadela.
Dalla sua giovinezza — trascorsa lottando contro una profonda passione d'amore umana e segnata dalle persecuzioni e dalla Rivoluzione del 1835 che portò alla soppressione dei conventi e alla distruzione del suo rifugio — Palau visse in una ricerca costante della sua "cosa amata".
Questa non fu mai identificata in una creatura terrena, bensì nel mistero della Chiesa cattolica, vista come il corpo morale e mistico di Cristo unito all'umanità e al prossimo. La sua esistenza divenne un itinerario di orazione contemplativa, di soliloqui d'amore e di rigido ascetismo, vissuto anche nei lunghi periodi di eremitaggio (celebre quello sull'isolotto di Vedrá di fronte a Ibiza).
Dal punto di vista morale e pastorale, Palau concepiva la propria vocazione come un vero e proprio matrimonio spirituale con la Chiesa. Questa visione mistica non lo chiuse mai in un isolamento egoistico, ma lo spinse a un'intensa azione apostolica: fondò scuole, si dedicò alla stampa cattolica, promosse missioni popolari in Spagna e Baleari e lottò instancabilmente per difendere la fede dalle derive della secolarizzazione, arrivando a praticare gli esorcismi e la preghiera di intercessione per combattere le forze del male che affliggevano la società del suo tempo.
Soffrì ingiuste persecuzioni, esili e persino la sospensione temporanea a divinis, affrontando tutto con eroica pazienza e sottomissione filiale alla Chiesa.
Morì a Tarragona il 20 marzo 1872 in fama di santità.
La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente la profondità della sua virtù e la grazia della sua esperienza spirituale inserendolo nel percorso degli altari: Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato Beato il 24 aprile 1988, riconoscendo l'eroicità delle sue virtù e indicandolo come modello di amore appassionato per Cristo e per la Chiesa.
I sette Arcangeli e le figure celesti nelle relazioni di Francisco Palau
Nel testo di Mis Relaciones con la Iglesia, la dimensione angelica giace al centro della visione cosmica e spirituale dell'autore.
I sette Arcangeli e le schiere celesti non sono entità astratte, ma i principi attivi della milizia celeste che affiancano la Sposa di Cristo (la Chiesa) e lo stesso Palau nella loro incessante lotta contro il male.
San Michele Arcangelo: È presentato esplicitamente come il "principe della Chiesa" e della milizia celeste. Nelle visioni di Palau, Michele guida gli eserciti di Dio e combatte direttamente contro le potenze infernali, il dragone e i demoni (come Satanás e Lucifer) per difendere il santuario e i fedeli. È il braccio armato che, insieme ai sette principi celesti, interviene per proteggere il sacerdote e per legare e incatenare il male.
L'Arcangelo Gabriele: Custode e protettore del trono del sommo pontificato a Roma. Nelle memorie romane di Palau, Gabriele detiene le chiavi e le catene destinate a imprigionare il dragone e i poteri ribelli della terra, agendo come braccio della giustizia divina e coordinando la lotta contro la secolarizzazione e la perdita di fede.
L'Arcangelo Raffaele e gli altri principi: Accanto a Michele e Gabriele, il testo menziona la presenza costante di altri grandi spiriti celesti (tra cui si evoca la presenza complessiva di sette principi primari) che circondano i troni divini, amministrano la grazia e assistono il mistico durante i suoi combattimenti spirituali e i momenti di preghiera più intensi.
Per Francisco Palau, gli Arcangeli costituiscono la corte della Regina (la Chiesa/Maria). Essi operano come alleati reali del ministero sacerdotale: ogni volta che il sacerdote compie la sua missione o pronuncia gli esorcismi in nome della fede, le legioni di Michele e Gabriele scendono in campo per ristabilire l'ordine divino contro il caos del mondo.
Le Visioni: Il 15 Marzo 1866 e la Notte del 2 Agosto 1866
Il culmine di questa percezione della guerra spirituale si riflesse in due momenti fondamentali della sua vita mistica:
La visione sotto le rocce di Corbera (15 marzo 1866): Mentre affrontava la dolorosa prova legata alla cura di persone tormentate dalle forze oscure, Palau fu introdotto in una visione cosmica. Vide la sua Amata circondata dai principi celesti — Michele, Gabriele e Raffaele — contrapposta a un drago a sette teste e a due bestie feroci che simboleggiavano la corruzione dei poteri della terra e le insidie interne al santuario. Sostenuto dalla preghiera e dall'offerta del sacrificio eucaristico presentato per mezzo dei suoi angeli custodi, Palau assistette idealmente al giudizio che decretava la sconfitta del male e la redenzione definitiva dei popoli.
La tempesta a Es Vedrà (2 agosto 1866): Durante una notte di furiosa tempesta in cui gli elementi della natura sembravano sul punto di travolgere il suo eremo, Palau visse un intenso dialogo drammatico con la maestà divina. Di fronte al furore del Creatore per le colpe dell'umanità, il sacerdote si offrì come mediatore, forte dell'efficacia del sacrificio di Cristo. Accanto a lui intervennero nuovamente gli arcangeli: Michele come difensore nella causa giudiziaria contro le forze infernali, e Gabriele come guida che lo condusse al riparo e lo preparò a esercitare il suo ministero di intercessione per la salvezza della Chiesa.
4. Eredità, Beatificazione e Canonizzazione
Attraverso una vita spesa tra la predicazione apostolica, il fondamento di congregazioni religiose e una vita eremitica di altissimo profilo mistico, Francisco Palau seppe coniugare l'azione pastorale concreta con una visione visionaria e profetica della realtà ecclesiale. Morendo a Tarragona nel 1872, lasciò in eredità un'esperienza spirituale unica, in cui la devozione agli spiriti celesti e la difesa della Chiesa rimasero indissolubilmente legate fino alla fine dei suoi giorni.
Visione del 15 Marzo 1866: La Grande Battaglia Celeste e le Tre Bestie
La mattina del 15 marzo 1866. Sotto le rocce di Corbera. – Tremenda battaglia: il drago infernale e due bestie feroci contro la Donna dell'Agnello, e Michele e i suoi angeli a suo favore. – Vittoria[1].
5. Partendo per la missione, avevo lasciato le figlie di Dio tra le grinfie dei principi dei demoni, che sostenevano la battaglia da sei mesi. Approfittando della mia assenza, riversarono la loro furia sulle energumene (le possedute). Una di loro, dove risiedeva una delle teste di serpente che portano la corona, la rese cieca, muta e sorda; e un altro principe, anch'esso con testa coronata, la rese sorda, muta e paralitica. La mia preoccupazione, il mio dolore e la mia sollecitudine erano grandissimi; ed io ero notte e giorno attento a questa battaglia, e il dolore mi conduceva alla preghiera e alla solitudine.
6. Il 15 mattina, libero dal confessionale, mi ritirai a nascondermi tra le rocce di Corbera per sostenere la battaglia nella preghiera. Desideravo sapere la causa per cui questi demoni resistevano con tanta ostinazione. E spinto da questo spirito verso la solitudine, uscendo dal paese sentii al mio fianco la presenza di una Giovane guerriera, e sentii anche la presenza dei principi del suo regno che la seguivano, ed ella mi disse: – Vieni con me, valoroso. – Dove andiamo? – Al combattimento. Poiché sei stato e ti mantieni fedele alla tua Sposa, io ti manifesterò ora ciò che desideri e che ti importa conoscere.
7. Ero sul monte, con vista sul mare e sugli altri monti che ci circondavano. Mentre ero in preghiera si aprirono i cieli. Vidi in essi, rivestita di gloria quanto è possibile all'occhio mortale, la mia Amata. Cingeva le sue tempie celesti una corona che, formata dai suoi stessi capelli, rivelava nella sua testa una sapienza e un'intelligenza somma unita alla sua dignità regale. Un'altra grande corona di dodici stelle circondava la sua testa, ed erano tutte di diversa natura, luce e colore. La sua veste era regale, e così gloriosa che a stento si lasciava guardare. La circondavano i grandi del suo regno: Michele, Gabriele, Raffaele, e altri quattro principi le facevano corte.
8. Si presentò un altare davanti a un trono sul quale sedeva la Maestà di Dio. E avvicinandosi a me uno dei sette principi, mi disse: «Vesti, o sacerdote di Dio, indossa la tua uniforme». E al momento gli angeli portarono i paramenti sacerdotali, e mi vestii come preparato a celebrare il sacrificio. Guardando verso terra vidi una bestia molto brutta: era un drago con sette teste, e sulle teste aveva sette corone, come quelle dei re, e dieci corna; era rosso/biondo, e alla sua coda seguiva una terza parte degli angeli, quelli che furono scagliati dal cielo. E il drago inviò i suoi angeli sulla terra; ed egli, levandosi in alto, fu ammesso alla presenza e al trono di Dio, e si pose di fronte alla Donna. Questa Donna era vergine, ed era madre fecondissima, e pensava di proteggere i suoi figli nascenti. Si levò l'arcangelo Michele e con lui i sette principi che custodivano la Regina, e vi fu una battaglia durissima: il drago, serpente antico, altrimenti chiamato Satana o diavolo, combatteva contro la Donna, e i principi la sostenevano perorando a suo favore. – Sono mie, mie sono –diceva il drago alludendo alle figlie della Donna–, io le ho guadagnate, mi sono state consegnate, ho in esse il mio trono, il mio scettro, la mia corona, il mio potere. E le sette teste coronate presentavano davanti al trono di Dio le loro corone. – Se lo sono –diceva Michele– le stai per perdere. – No, io non uscirò da loro: sono mie.
9. In questa tremenda battaglia io tremavo ed ero molto afflitto, e la Giovane vergine madre mi fece cenno di salire all'altare preparato davanti al trono di Dio, e i sette principi mi assistettero. E posto sull'altare, la Donna dell'Agnello mi consegnò un calice che racchiudeva tutto il sangue di Gesù e un'ostia, e mi disse: «Compi il tuo ministero». Allora scese su di me lo Spirito del Signore, spirito di supplica e di preghiera, e dissi rivestito dell'autorità che mi dava il ministero che esercitavo: – Eterno Dio, siete giusto e giusti sono i vostri giudizi. Dice il drago che tutte le nazioni del mondo sono sue; se lo sono state, ora non lo sono più, per quanto presenti corone, scettri e troni. Giudice: – I re gli si sono resi. – Cadano dai loro troni i re che hanno ricevuto dal drago il loro potere, le loro corone e i loro scettri; cadano all'inferno i demoni, e con essi tutti i poteri della terra fondati sulla loro malizia. Giudice: – E perché? – Eterno Dio, tutte le nazioni appartengono a voi, a vostro Figlio, e alla Sposa di vostro Figlio qui presente. Che cosa chiedete per la loro redenzione e il riscatto dalla schiavitù dei demoni? – Nient'altro che il sangue e il corpo di mio Figlio sacrificato sulla croce. – L'ho già in mio potere; eccolo a voi. Lo volete? Signore, lo ammettete? Signore, lo accettate? – Sì –rispose il Giudice. – Eccolo a voi.
10. Detto questo, uno dei primi principi che assistevano all'altare prese il calice e l'ostia; apparve al lato destro del Padre, seduto su un trono, il Figlio di Dio; un altro angelo, prendendo un incensiere d'oro, presentò le suppliche di tutti i giusti della terra davanti ai troni. E si udì la voce del Padre che, rivolta a tutti i presenti, disse: «Questa è (alludendo alla Donna) la mia Figlia amatissima e la Sposa di mio Figlio. Tutte le nazioni del mondo sono la sua eredità: sono comprate e redente dal potere del drago e dei suoi re con il sangue dell'Agnello. Escano il drago e i suoi angeli dalla mia presenza».
11. Subito cadde il drago. E sapendo di avere poco tempo di esistenza sulla terra, pieno di furore e rabbia, preparò le sue forze contro i figli e le figlie della Donna e, dirigendosi verso il mare, stette in piedi sulla sabbia della spiaggia. Si udì una voce nel cielo che diceva: «Salute e vittoria! Avete vinto con il sangue dell'Agnello». Avvicinandosi a me uno dei primi principi, disse: – Sai chi è quel drago? – Dimmelo. – È tutto il potere dei demoni riuniti in un solo corpo nella guerra contro la Chiesa. Quelle teste coronate sono quei demoni che attaccano, tentano e combattono i re e i principi della terra, e quando li hanno vinti con uno dei sette vizi capitali figurati nelle sette teste, rivolgono il loro potere, figurato nelle corna, contro la Donna. Non meravigliarti che i demoni che possiedono le energumene affidate alle tue cure resistano tanto. Vedi il mistero: tutti insieme formano un corpo di guerra, e se cade una o due di quelle teste coronate, se cadono molti demoni e rimane il corpo, poco progrediamo: devono cadere tutti, deve cadere il drago con le sue sette teste, e in questa battaglia si deve applicare molta preghiera, fede e sacrifici. Cadendo i demoni, cadranno i re che hanno elevato i loro troni sulla loro malizia; e questa sarà nel mondo una rivoluzione tale che mai ve ne fu né ve ne sarà un'altra uguale. Mi disse altre cose che mi ordinò di tenere segrete; e aggiunse: – Guarda verso il mare.
12. Ed ero con lo sguardo attento al mare. E vidi salire un'altra bestia molto feroce: aveva sette teste, come il drago, e sulle teste corna e corone; era simile a una tigre, i suoi piedi come d'orso, e la bocca come di leone; il suo aspetto era orribile. Si avvicinò al drago, e questo le diede quanta forza, virtù e potere gli fu possibile ricevere. E tutti i re e i grandi della terra si arresero e si sottomisero alla bestia e la adorarono; ugualmente adorarono il drago che le diede tutta la sua potestà. E tutti i popoli, nazioni e lingue dicevano sottomessi davanti alla bestia: «Chi è come lei? Chi oserà combattere contro di lei?».
13. Ero pieno di spavento e terrore guardando questa bestia e tutti i poteri della terra sottomessi a lei, e l'angelo disse: – Capisci questo? – No, se non lo riveli non lo capisco. – Questa bestia sono tutti i re e i poteri della terra che, sedotti dai demoni, hanno scosso il giogo della Chiesa e si sono separati da essa, e collegati con i demoni formano un solo corpo e si uniscono nella guerra contro la Chiesa e il suo pontificato. Poiché questi formano un solo corpo con il drago, se questo cade, cadrà anche quella bestia; e per questo non sbigottirti vedendo la resistenza che fanno i demoni nella battaglia che combatti contro di loro. Il drago e questa bestia cadranno nello stesso giorno; continua a combattere. Questa seconda bestia è uscita dal mare, cioè dal mondo; si è formata tra le eresie, gli scismi, le false religioni e con l'ausilio delle cattive passioni del mondo: lì è nata, lì è cresciuta, lì è ingrassata, ed è arrivata, come vedi, a dominare tutti i regni, popoli e nazioni. Volgi lo sguardo verso la terra.
14. Guardai verso la terra, e vidi un'altra bestia. E questa terza era simile a un agnello; aveva la pelle e le corna come l'agnello, e gli abitanti della terra credettero che fosse il Cristo, l'Agnello di Dio; ed io a prima vista me l'ero immaginato così, ma avvertito, osservai che aveva gli artigli come il leone e i denti come il lupo, e parlava bestemmie come il drago. Ricevette la potestà come la bestia dalle sette teste, e con grandi e portentosi segni faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia. – Capisci il mistero di questa seconda bestia?, mi disse l'angelo. – No. – Quella seconda bestia sono tutti i re che dicono di essere cattolici e non lo sono, ma riuniti in corpo con i popoli che governano, parlano come i demoni contro Cristo e la sua Chiesa e si alleano con tutti gli altri nella guerra contro Dio. A questi poteri rappresentati nelle loro corna si unisce tutta la massa di cristiani che lo sono in apparenza, ma in realtà non hanno né la fede né la vera carità; e questi sono coloro che, mescolati tra i giusti, fanno loro una guerra intestina che è la più crudele, poiché vestiti come l'agnello si addentrano fino al santuario di Dio, lo riempiono di abominazioni; ed è questo il corpo di questa bestia che combatte dall'interno, mentre la prima impugna dall'esterno. Questa bestia è quella che, servendosi di tutta l'arte della magia, associata come la prima al drago, compie guarigioni prodigiose nei corpi umani; quella che si nasconde per ora tra il magnetismo e lo spiritualismo, e che una volta scoperta contraffarà con miracoli apparenti la missione dei profeti Elia ed Enoc, e con questi segni piegherà ai piedi della prima tutti i popoli della terra senza che neppure uno sfugga alla sua corruzione.
15. Il drago e queste due bestie sono una sola cosa nello spirito del male. Ecco il potere dell'inferno: il potere che è fuori dal tempio, e un potere dentro lo stesso santuario, riuniti sotto un'unica bandiera contro Dio e la sua Chiesa: contro questi tre poteri si combatte la battaglia. Per questo non è strano che queste tre bestie resistano tanto, perché tutte e tre cadranno nell'abisso nello stesso giorno e alla stessa ora.
16. Vinto il drago e scacciato dal cielo e dalla presenza di Dio, uscì dal santo tabernacolo un angelo rivestito di grande potere. E aveva in una mano le chiavi dell'abisso e nell'altra una grande catena, e incatenò il drago, lo rinchiuse nell'abisso affinché non seducesse più le genti. Erano mille anni che il drago era lì rinchiuso, e poi fu di nuovo scatenato; rimasto libero, si impadronì dei troni, delle corone e degli scettri dei potenti della terra, e per il suo potere e la sua malizia si formarono le due bestie che ricevettero da lui il potere.
17. Ero attento nella contemplazione di questi misteri, e l'angelo mi disse: – Conosci colui che ha nelle mani le chiavi dell'abisso e quella grande catena? – No, dimmi chi è. – Quell'angelo è Cristo e il suo Apostolato. Il drago fu vinto nel cielo con il sangue dell'Agnello e fu rinchiuso all'inferno da Cristo e dal suo Apostolato. Rinchiuse quelle teste serpentine coronate e con le corna, che erano quelle che con le loro corna e dottrina seducevano i re e i potenti del mondo, questi ricevettero la fede degli Apostoli e resero le loro corone e scettri ai piedi della Chiesa costituendosi suoi guardiani e difensori. Per cause che già sai e che non puoi rivelare, dopo mille anni dalla venuta di Cristo il drago uscì di nuovo dalla sua prigione, iniziò di nuovo una battaglia tremenda; a poco a poco ha sedotto e conquistato, sia con la forza delle armi che con la corruzione delle sue dottrine, il cuore dei re e dei potenti della terra. E arrivato il suo potere al culmine, ora, vinto un'altra volta dal sangue dell'Agnello nella preghiera e scacciato dalla presenza di Dio, è giunta l'ora che sia di nuovo imprigionato. Innalza prigioni sulla terra, rinchiudilo lì e scaglialo nell'abisso. Questo è ciò che ti comanda Dio: «Demonios ejicite...» (Scacciate i demoni). Rinchiuso e incatenato il drago, le due bestie che hai visto saranno scagliate nel fuoco eterno, dove con il drago saranno tormentate nei secoli dei secoli, amen. In questa battaglia è al vostro fianco, insieme all'angelo che hai visto con le chiavi e le catene, il principe della milizia celeste, Michele, e combatterà contro le due bestie che vivono e sono pronte per la battaglia. Ti ho manifestato tutti questi misteri affinché tu veda quanto è tremenda la battaglia in cui ti sei immerso per la gloria di Dio. E per questo motivo, non affliggerti tanto e non tormentarti, perché, giunta l'ora, saranno scagliati all'inferno quei demoni.
[1] La mañana del 15, marzo 1866. Bajo las peñas de Corbera carne. – Horrenda batalla: el dragón infernal y dos bestias feroces contra la Mujer del Cordero, y Miguel y sus ángeles a su favor. – Victoria.
5. Partiendo de misión, había dejado las hijas de Dios entre las garras de los príncipes de los demonios, que sostenían la batalla seis meses había. Aprovechando mi ausencia, volvieron sus furias contra las energúmenas. Una de ellas, donde residía una de las cabezas serpentinas que llevan corona, la volvió ciega, muda y sorda; y otro príncipe, cabeza también coronada, la hizo sorda, muda y paralítica. Mi cuidado, mi pena, mi solicitud era muy grande; y yo estaba noche y día atento en esta batalla, y la pena me conducía a la oración y a la soledad.
6. El 15 por la mañana, libre del confesonario, me retiré a esconderme entre las peñas de Corbera para sostener en la oración la batalla. Deseaba yo saber la causa por qué estos demonios se sostenían con tanta obstinación. Y llevado de este espíritu a la soledad, al salir del pueblo sentí a mi lado la presencia de una Joven guerrera, y sentí también la presencia de los príncipes de su reino que la seguían, y me dijo: – Ven conmigo, valiente. – ¿A dónde vamos? – Al combate. Ya que has sido y te mantienes fiel a tu Esposa, yo te manifestaré ahora lo que deseas y te importa conocer.
7. Yo estaba en el monte, en vista del mar y de otros montes que nos rodeaban. Estando en oración se abrieron los cielos. Vi en ellos, revestida de gloria, cuanto posible es al ojo mortal, a mi Amada. Ceñían sus sienes celestes una corona, que, formada de su propio cabello, revelaba en su cabeza una sabiduría y una inteligencia suma unida a su dignidad real. Otra corona grande de doce estrellas rodeaba su cabeza, y todas eran de distinta naturaleza, luz y color. Su vestidura era real, y tan gloriosa que apenas se dejaba mirar. La rodeaban los grandes de su reino: Miguel, Gabriel, Rafael, y otros cuatro príncipes más la hacían corte.
8. Presentóse un altar ante un trono sobre el que estaba sentada la Majestad de Dios. Y acercándose a mí uno de los siete príncipes, me dijo: «Viste, oh sacerdote de Dios, viste tu uniforme». Y al momento trajeron los ángeles las vestiduras sacerdotales, y me vestí como preparado para celebrar sacrificio. Mirando hacia tierra vi una bestia muy fea: era un dragón con siete cabezas, y en las cabezas tenía siete coronas, como las de los reyes, y diez cuernos; era rubio, y a su cola le seguían una tercera parte de ángeles, aquellos que fueron lanzados del cielo. Y el dragón envió sus ángeles sobre la tierra; y él, levantándose en alto, fue admitido a la presencia y trono de Dios, y se puso frente a la Mujer. Era esta Mujer virgen, y era madre fecundísima, y pensaba ampararse de sus hijos al nacer. Levantóse Miguel arcángel y con él los siete príncipes que custodiaban la Reina, y diose una batalla reñidísima: el dragón, serpiente antigua, por otro nombre Satanás o diablo, batallaba contra la Mujer, y la sostenían los príncipes abogando a su favor. – Son mías, mías son –decía el dragón aludiendo a las hijas de la Mujer–, yo las he ganado, me han sido entregadas, tengo en ellas mi trono, mi cetro, mi corona, mi poder.
Y las siete cabezas coronadas presentaban ante el trono de Dios sus coronas. – Si lo son –decía Miguel– las vas luego a perder. – No, yo no saldré de ellas: son mías.
9. En esta horrenda batalla yo estaba temblando y muy afligido, y la Joven virgen madre me hizo seña de subir al altar preparado ante el trono de Dios, y los siete príncipes me asistieron. Y puesto sobre el altar, la Mujer del Cordero me entregó un cáliz que encerraba toda la sangre de Jesús y una hostia, y me dijo: «Cumple tu ministerio». Entonces bajó sobre mí el Espíritu del Señor, espíritu de súplica y de oración, y dije revestido de la autoridad que me daba el ministerio que ejercía: – Eterno Dios, sois justo y justos son vuestros juicios. Dice el dragón que todas las naciones del mundo son suyas; si lo han sido, ahora ya no lo son por más que presente coronas, cetros y tronos. Juez: – Los reyes se le han rendido. – Caigan de sus tronos los reyes que han recibido del dragón su poder, sus coronas y sus cetros; caigan al infierno los demonios, y con ellos todos los poderes de la tierra fundados sobre su malicia. Juez: – ¿Y por qué? – Eterno Dios, todas las naciones os pertenecen a vos, a vuestro Hijo, y a la Esposa de vuestro Hijo aquí presente. ¿Qué pedís por su redención y rescate contra la esclavitud de los demonios? – Nada más que la sangre y el cuerpo de mi Hijo sacrificado sobre la cruz. – Ya la tengo a mi poder; ahí la tenéis. ¿La queréis? Señor, ¿la admitís? Señor, ¿la aceptáis? – Sí –contestó el Juez. – Ahí la tenéis.
10. Dicho esto, uno de los primeros príncipes que asistían al altar tomaron el cáliz y la hostia; apareció al lado derecho del Padre, sentado en un trono, el Hijo de Dios; otro ángel, tomando un incensario de oro, presentó las súplicas de todos los justos de la tierra ante los tronos. Y oyóse la voz del Padre que dirigida a todos los asistentes dijo: «Esta es (aludiendo a la Mujer) mi Hija muy amada y la Esposa de mi Hijo. Todas las naciones del mundo son su herencia: están compradas y redimidas del poder del dragón y de sus reyes con la sangre del Cordero. Salgan el dragón y sus ángeles de mi presencia».
11. En seguida cayó el dragón. Y sabiendo que tiene poco tiempo de existencia sobre la tierra, lleno de furor y rabia, preparó sus fuerzas contra los hijos e hijas de la Mujer, y dirigiéndose al mar estuvo en pie sobre la arena en la playa. Oyóse una voz en el cielo, y decían: «¡Salud y victoria! Habéis vencido con la sangre del Cordero». Acercándose a mí uno de los primeros príncipes, dijo: – ¿Sabes quién es ese dragón? – Dímelo. – Es todo el poder de los demonios reunidos en cuerpo en la guerra contra la Iglesia. Esas cabezas coronadas son aquellos demonios que atacan, tientan y combaten a los reyes y príncipes de la tierra, y cuando los han vencido con alguno de los siete vicios capitales figurados en las siete cabezas, vuelven su poder, figurado en los cuernos, contra la Mujer. No te admires que los demonios que poseen las energúmenas confiadas a tu cargo resistan tanto. Ya ves el misterio: todos juntos forman un cuerpo de guerra, y si cae una de esas cabezas coronadas o dos, si caen muchos demonios y queda el cuerpo, poco adelantamos: han de caer todos, ha de caer el dragón con sus siete cabezas, y en esta batalla se ha de aplicar mucha oración, fe y sacrificios. Cayendo los demonios, han de caer los reyes que han levantado sus tronos sobre su malicia; y éste es en el mundo una revolución tal, cual jamás haya sido ni habrá otra igual. Otras cosas me dijo que mandó las tuviera en secreto; y añadió: – Mira hacia el mar.
12. Y estaba atento la vista al mar. Y vi subir otra bestia muy feroz: tenía siete cabezas, como el dragón, y en las cabezas cuernos y coronas; era semejante a un tigre, sus pies de oso, y la boca como el león; su aspecto era muy horrible. Se acercó al dragón, y éste la dio cuanta fuerza, virtud y poder le fue posible recibir. Y todos los reyes y grandes de la tierra se rindieron y se sujetaron a la bestia y la adoraron; igualmente al dragón que le dio toda su potestad. Y todos los pueblos y naciones y lenguas decían rendidos ante la bestia: «¿Quién como ella? ¿Quién se atreverá a batallar contra ella?».
13. Yo estaba lleno de pavor y espanto mirando esta bestia y todos los poderes de la tierra rendidos a ella, y dijo el ángel: – ¿Entiendes esto? – No, si no lo revelas no lo entiendo. – Esta bestia son todos los reyes y poderes de la tierra que seducidos por los demonios han sacudido el yugo de la Iglesia y se han separado de ella, y coligados con los demonios forman un solo cuerpo y se unen en la guerra contra la Iglesia y su pontificado. Por razón de que estos forman un solo cuerpo con el dragón, éste si cae, ha de caer también esa bestia; y por esto no te aturdas al ver la resistencia que hacen los demonios en la batalla que tú tienes contra ellos. El dragón y esta bestia caerán en un mismo día; sigue batallando. Esta segunda bestia ha salido del mar, esto es, del mundo; se ha formado entre las herejías, cismas, falsas religiones y con el auxilio de las pasiones malas del mundo: allí ha nacido, allí ha crecido, allí ha engordado, y ha llegado, como ves, a dominar todos los reinos, pueblos y naciones. Vuelve tu vista hacia la tierra.
14. Miré hacia la tierra, y vi otra bestia. Y esta tercera era semejante a un cordero; tenía la piel y los cuernos como el cordero, y creyeron los habitantes de la tierra que era el Cristo, el Cordero de Dios; y yo a primera vista me lo había figurado, pero advertido, observé que tenía las uñas como el león y los dientes como el lobo, y hablaba blasfemias como el dragón. Recibió la potestad como la bestia de siete cabezas, y con grandes y portentosos signos hacía que todos los habitantes de la tierra adoraran la bestia primera. – ¿Entiendes el misterio de esta segunda bestia?, me dijo el ángel. – No. – Esa segunda bestia son todos los reyes que dicen ser católicos y no lo son, sino que reunidos en cuerpo con los pueblos que ellos gobiernan, hablan como los demonios contra Cristo y su Iglesia y forman liga con todos los demás en la guerra contra Dios. A estos poderes representados en sus cuernos se une toda la masa de cristianos, que lo son en apariencia, pero en realidad no tienen ni la fe ni la caridad verdadera; y éstos son los que mezclados entre los justos les hacen una guerra intestina que es la más cruel, pues que vestidos como el cordero se internan hasta el santuario de Dios, le llenan de abominaciones; y es éste el cuerpo de esta bestia que combate por la parte de adentro, mientras la primera impugna por afuera. Esta bestia es la que sirviéndose de todo el arte de la magia, asociada como la primera con el dragón, hace curas prodigiosas en los cuerpos humanos; la que se esconde por ahora entre el magnetismo y espiritualismo, y la que al ser descubierta contrahará con milagros aparentes la misión de los profetas Elías y Enoc, y con estos signos rendirá a los pies de la primera todos los pueblos de la tierra sin que ni uno solo escape de su corrupción.
15. El dragón y estas dos bestias son una sola cosa en el espíritu del mal. Aquí tienes el poder del infierno: el poder que está fuera del templo, y un poder dentro mismo del santuario, reunido bajo una sola bandera contra Dios y su Iglesia: contra estos tres poderes está la batalla. Por lo mismo, no es mucho que resistan tanto estas tres bestias, porque las tres caerán al abismo un mismo día y a una misma hora.
16. Vencido el dragón y lanzado del cielo y de la presencia de Dios, salió del tabernáculo santo un ángel revestido de gran poder. Y tenía en una mano las llaves del abismo y en la otra una cadena grande, y encadenó al dragón, le encerró en el abismo para que no sedujera más las gentes. Había mil años que el dragón estaba allí encerrado, y después otra vez fue desencadenado; se amparó, estando libre, de los tronos, coronas y cetros de los poderosos de la tierra, y por su poder y malicia se formaron las dos bestias que recibieron de él el poder.
17. Estaba yo atento en la contemplación de estos misterios, y díjome el ángel: – ¿Conoces aquél que tiene en las manos las llaves del abismo y aquella cadena grande? – No, dime quién es. – Ese ángel es Cristo y su Apostolado. El dragón fue vencido en el cielo con la sangre del Cordero y fue encerrado al infierno por Cristo y su Apostolado. Encerradas aquellas cabezas serpentinas coronadas y con cuernos, que eran los que con sus cuernos y doctrina seducían los reyes y poderosos del mundo, éstos recibieron la fe de los Apóstoles y rindieron sus coronas y cetros a los pies de la Iglesia constituyéndose sus guardianes y defensores. Por causas que ya sabes y que no puedes revelar, después de mil años de la venida de Cristo volvió otra vez a salir de su cárcel el dragón, empezó otra vez una batalla horrenda; poco a poco ha seducido y conquistado, ya con fuerza de armas, ya con la corrupción de sus doctrinas, el corazón de los reyes y poderosos de la tierra. Y llegado su poder a su apogeo, ahora, vencido otra vez por la sangre del Cordero en la oración y lanzado de la presencia de Dios, es llegada la hora sea otra vez aprisionado. Levanta cárceles sobre la tierra, enciérrale allí, y lánzale al abismo. Esto es lo que te manda Dios: «Demonios ejicite...». Encerrado y encadenado el dragón, las dos bestias que viste serán lanzadas al fuego eterno, donde con el dragón serán atormentadas por los siglos de los siglos, amén. En esta batalla está a vuestro lado, junto con el ángel que viste con las llaves y las cadenas, el príncipe de la milicia celeste, Miguel, y batallará contra las dos bestias que viven y están preparadas para la batalla. Te he manifestado todos estos misterios para que veas cuán horrenda es la batalla en que te has metido por la gloria de Dios. Y por lo mismo, no te aflijas tanto y no te atormentes, porque, llegada la hora, serán lanzados al infierno esos demonios.