SINTESI E ATTIVITA' ATTUALE AUTORE di Redazione "settearcangeli"

Carmine Alvino: La Ricostruzione dell'Eptade e il Restauro dell'Angelologia Cattolica nel Contesto Irpino
- L'opera e il pensiero di Carmine Alvino si collocano in una singolare intersezione tra rigore tecnico-scientifico, pratica forense e ricerca agiografica, delineando una figura di studioso che ha fatto della riscoperta del culto dei Sette Arcangeli la propria missione intellettuale e devozionale.
- Il percorso di Carmine Alvino è caratterizzato da una costante osmosi tra la sfera professionale tecnica e quella della ricerca spirituale. La sua carriera, rivela un impegno poliedrico che informa la struttura stessa dei suoi testi.
- Il fulcro del pensiero di Carmine Alvino è la riabilitazione dell'antico culto dei Sette Arcangeli, una devozione che, pur avendo radici bibliche profonde, ha subito una progressiva marginalizzazione nella Chiesa latina. Alvino argomenta che la limitazione della venerazione ai soli tre nomi canonici — Michele, Gabriele e Raffaele — sia il risultato di una cautela eccessiva che ha finito per impoverire il patrimonio liturgico cristiano.
- La ricerca di Alvino si ancora a due pilastri scritturali fondamentali: Tobia 12,15, dove l'arcangelo Raffaele dichiara di essere "uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore", e l'Apocalisse di San Giovanni (1,4 e 8,2), che fa esplicito riferimento ai "sette spiriti" che stanno davanti al trono di Dio. Nonostante la solidità di queste basi testuali, lo studioso osserva come il culto sia stato oggetto di una "straordinaria opera di censura" che ha coinvolto anche alte gerarchie ecclesiastiche, portando alla rimozione di nomi e immagini da chiese e documenti.
- L'autore identifica i nomi dei sette arcangeli secondo la tradizione cattolica più antica, che include, oltre ai tre canonici, le figure di Uriele, Sealtiele, Geudiele e Barachiele. Alvino sottolinea che questo culto non è un'invenzione esoterica o legata a movimenti New Age, ma è stato professato apertamente da numerosi santi e mistici, tra cui Santa Gertrude, Margherita Maria Alocoque, Bartolo Longo, Maria Valtorta e Faustina Kowalska, i quali avrebbero avuto contatti diretti con queste entità.
La Teoria dell'Abbassamento Gerarchico
- Uno dei contributi più originali e controversi di Alvino è la cosiddetta "teoria dell'abbassamento" degli arcangeli. In opere come "Le teorie di abbassamento degli Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele", lo studioso contesta la classificazione tradizionale derivata dallo Pseudo-Dionigi l'Areopagita. Secondo Alvino, la categorizzazione di queste figure apicali nell'ottavo coro (quello degli Arcangeli, appena sopra i semplici Angeli) è un errore esegetico e teologico che contrasta con la loro definizione biblica di "Primi Principi" o "Massimi Arconti". Alvino suggerisce che l'opera dello Pseudo-Dionigi abbia involontariamente (o deliberatamente, secondo alcune interpretazioni più critiche) oscurato la complessità della gerarchia angelica veterotestamentaria, che prevedeva una classe di spiriti superiori direttamente assistenti al trono, non incasellabili nei nove cori come comunemente intesi. Questo "abbassamento" ha facilitato la successiva eliminazione dei nomi "non canonici", poiché la loro appartenenza a un coro inferiore li rendeva più vulnerabili alla censura.
Il Caso Uriele: L'Arcangelo Scomparso e l'Istanza al Papa
- Se Michele è il principe delle milizie e Gabriele il messaggero, Uriele rappresenta per Alvino "l'arcangelo scomparso", la cui rimozione dal calendario liturgico costituisce una ferita aperta nella tradizione cattolica. Uriele, il cui nome significa "Fuoco di Dio", è descritto come un protagonista del Quarto Libro di Esdra, inviato per illuminare il sentiero del popolo di Dio nei momenti di oscurità.
- Alvino adotta una metodologia investigativa per dimostrare che Uriele, nonostante il divieto ufficiale imposto dal Sinodo Romano del 745 e ribadito in epoche successive, non è mai scomparso dalla devozione popolare e dalla vita dei santi. Lo studioso raccoglie prove documentali che includono:
- Alvino sostiene che il numero di apparizioni documentate di Uriele in ambito cristiano superi di gran lunga quelle di Gabriele e Raffaele, manifestandosi a servi di Dio e mistici in vari secoli.
- La presenza di Uriele viene rintracciata in antichi testi di esorcismo, preghiere e litanie che sono sopravvissute clandestinamente o in nicchie devozionali specifiche.
- Prima delle ondate di censura che portarono alla cancellazione dei nomi dai dipinti, Uriele appariva regolarmente accanto ai tre arcangeli canonici in cicli pittorici di grande importanza.
- Un caso emblematico citato da Alvino è il legame tra San Uriele e Sant'Annibale Maria di Francia. Lo studioso dedica interi volumi a esplorare come il fondatore dei Rogazionisti nutrisse una fede esplicita nei Sette Arcangeli, e come Uriele in particolare avesse un ruolo nel carisma e nella protezione delle opere antoniane.
L'Azione Formale presso la Santa Sede
- Nel settembre 2016, traducendo la sua ricerca in azione concreta, Carmine Alvino ha redatto e inviato un'istanza ufficiale di oltre 150 pagine alla Congregazione per le Cause dei Santi e a Papa Francesco. In questo documento, lo studioso chiede formalmente: Il riconoscimento definitivo del nome di San Uriele Arcangelo. L'autorizzazione a festeggiarne il culto il 29 settembre, integrandolo nella memoria degli altri tre arcangeli. La riabilitazione della devozione ai Sette Spiriti Assistenti come pratica pienamente conforme al magistero cattolico.
- Sebbene Alvino esorti i fedeli all'obbedienza verso l'attuale disciplina della Chiesa — che proibisce di invocare nomi di angeli non menzionati espressamente nel Testo Sacro canonico — egli vede la sua opera come una "summa" documentale necessaria per preparare il terreno a una futura revisione teologica e liturgica.
Amadeo da Silva e l'Apocalypsis Nova: La Fonte del Mistero
- Un pilastro fondamentale della bibliografia di Alvino è lo studio e la traduzione dell' Apocalypsis Nova, l'opera profetica lasciata dal Beato Amadeo da Silva (Amedeo Menez de Sylva), francescano portoghese del XV secolo. Alvino ha intrapreso l'imponente compito di tradurre e commentare questo testo, che per secoli è circolato quasi esclusivamente in forma manoscritta, influenzando profondamente la cultura rinascimentale e le attese apocalittiche del Cinquecento.
- L' Apocalypsis Nova è strutturata in una serie di estasi (o visioni) in cui l'Arcangelo Gabriele avrebbe rivelato ad Amadeo segreti celesti e informazioni dettagliate sulle gerarchie angeliche e sul destino della Chiesa. Il lavoro di Alvino suddivide l'opera in più volumi, ciascuno dedicato a specifiche rivelazioni.
- Alvino sostiene che gli angeli, tramite il Beato Amadeo, chiedano espressamente che la conoscenza contenuta in questo libro sia divulgata a tutti. Per lo studioso, l' Apocalypsis Nova non è solo un reperto storico, ma un manuale operativo per comprendere il ruolo degli arcangeli come mediatori tra Dio e l'umanità.
Collaborazioni e Produzione Letteraria
- Fondamentale è la collaborazione con Don Marcello Stanzione, uno dei massimi esperti mondiali di angelologia, con il quale Alvino ha co-firmato numerose opere. Insieme, hanno esplorato la presenza angelica nella vita di santi meno noti o figure carismatiche moderne.
Conclusione: L'Eredità di una Ricerca "Scomoda"
- L'opera di Carmine Alvino si configura come un tentativo ambizioso di ricucire uno strappo nella memoria storica della Chiesa Cattolica.
- Attraverso la sua "Arcangelologia", egli non si limita a collezionare nomi e leggende, ma propone una visione del cosmo in cui l'umanità è costantemente accompagnata da un'armata di "assistenti" voluti da Dio per la sua protezione.
- In definitiva, Carmine Alvino incarna lo studioso di provincia che, partendo dalle radici irpine, lancia una sfida di portata universale: restituire alla liturgia e alla fede del popolo cristiano la pienezza di quella corte celeste che, secondo le Scritture, serve incessantemente davanti al Trono di Dio. La sua opera resta un "cantiere aperto", un'inchiesta documentata che attende un pronunciamento definitivo, ma che nel frattempo offre a migliaia di fedeli una bussola per orientarsi nel vasto e affascinante mondo degli spiriti beati.
Redazione "Settearcangeli"