La Ven. JERÓNIMA NAVA Y SAAVEDRA e i Sette Arcangeli (o Sette Spiriti Assistenti)

Carmine Alvino

JERÓNIMA NAVA Y SAAVEDRA (1669-1727)

L 'autrice ÁNGELA INÉS ROBLEDO, ci lascia una bella biografia dal titolo "AUTOBIOGRAFÍA DE UNA MONJA VENERABLE" COLECCIÓN LITERATURA CENTRO EDITORIAL UNIVERSIDAD DEL VALLE CALI, COLOMBIA JULIO DE 1994, sulla bella figura di suor Jeronima Nava. L'autobiografia spirituale di Jerónima Nava e Saavedra è una raccolta dei "documenti" che questa religiosa clarissa, nata a Tocaima (Colombia)  il 25 aprile 1669, consegnò al suo confessore dal sacerdote Juan de Olmos y Zapiaín. Essi furono scritti per oltre vent'anni e aggiornati continuamente fino alla data della sua morte avvenuta il 29 maggio 1727.  Olmos raccolse queste esperienze mistiche e amorevoli e aggiunse un "Elogio dell'autore" o una sua presentazione con cui esalta le virtù della suora e include la sua descrizione fisica, le lodi del suo carattere, le informazioni sulla sua educazione, la sua adolescenza, l'ingresso al chiostro e le attività che svolgeva durante la sua vita in convento. In questo modo è stato formato un manoscritto la cui versione più antica, si trova nella sezione Libri rari della Biblioteca Nazionale della Colombia . Un'altra versione di quel manoscritto,  si basa su il convento di Santa Clara nella città di Bogotá ed è successivo al 1727.

L'autrice riporta un passo devozionale di questa sorella sui Sette Angeli, nell'autobiografia al CAPíTULO 2º intitolato: "Jesús María Joseph San Miguel y el Santo Angel de mi Guarda".  Il testo è in uno spagnolo antico dialettale, di difficile traduzione. In buona sostanza parla della visita dell'Arcangelo Michele, di S. Gabriele, e del suo Angelo custode. Senonchè afferma poi al (f. 16r) - paragrafo 13° " Avíame un sujeto de mi cariño pedido encaresidamente rogase a Dios por él porque se hallava con una propensión terrible a una señora que comunicaba 108 por motibos muy diferentes, yo estava segura. Y conosía que el sujeto no avía de resolberse a <aser> cosas en ofensa de Dios, porque así me lo avía significado. Y pasados muchos meses (no porque yo me olvidara del encargo que me avían echo) hize una novena a los Siete Ángeles que asisten en la presensia de Dios, a fin de que diese Dios lus a este sujeto para que se resolviese la materia y le diese ánimo para apartarse de este peligro. Aviendo, pues, yo comulgado, quise obligar a Nuestro Señor , pues le tenía dentro de mí, a que me hiziese esta merzed y enpesé a pedirle lo que llebo dicho" rivelando ai lettori che aveva fatto in un dato momento una novena ai Sette Angeli che assistono alla presenza di Dio, affinché Dio potesse dare luce su un incarico particolare che le era stato assegnato onde scansare un pericolo imminente.

 

 

 

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