I PRINCIPI DEI DEMONI * (in atto di aggiornamento)

Nel Testo Sacro gli Arcangeli, si contrappongono a particolari demoni cui è stato dato un grande potere di nuocere all'umanità. Benchè si siano formate varie correnti di pensiero su queste contrapposizioni, dall'esame delle fonti ebraiche di tradizione, e di quelle midrashico e targumiche, emerge un quadro molto sfaccettato e particolareggiato sui demoni, tanto che ci ha costretto ad una totale riscrittura dell'articolo. Per prima cosa giova precisare che,  come l' Angelo Gabriele rivelò nel libro di Daniele a quell'antico profeta (Dn 10,13) esisteva un antico gruppo di esseri primordiali o primi creati, di cui faceva parte S. Michele uno dei primi principi che ne era il capo secondo il sentimento di Dn 12,1 (Michele il gran principe) e come anche l' Apostolo San Giovanni, ottenne di sapere nella sua Apocalisse al capitolo 12,9 anche  Satana, il grande drago e antico serpente - , i cui termini identificativi, primi e antico, in greco si rifanno alla parola Arcaios e Artontes, la cui etimologia ebraica unica e identica è Harishom o Rosh, cioè antico (si ricordè il bereshit della Genesi cioè in principio). 

Dice Gabriele : «…Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto…» [Dn 10,13] che in greco recita : « Μιχαηλ εἷς τῶν ἀρχόντων τῶν πρώτων», dove si nota che con questa espressione, Gabriele rivela l’esistenza di un gruppo di Primi Spiriti più antichi degli altri, come anche riferivano i primi padri della Chiesa.  In ebraico, il medesimo passo della Tanakh è (vocalizzato) : mîḵā’ēl ’aḥaḏ haśśārîm hāri’šōnîm, dove la parola ebraica «ROSH», che ricorre peraltro anche all’inizio della Genesi  - c.d. IN PRINCIPIO - identifica una primazialità non solo gerarchica ma anche cronologica.

La parola «ROSH»,  viene tradotta dalle LXX, con il termine «ARCHÈ», che significa appunto prinicipio o origine,  e la Bibbia greca infatti, inizia con la frase «EN ARCHÈ»  ἐν ἀρχῇ (in principio) omologa dell’ebraico: «BERESHIT» .

 Questi ἄρχοντες – Arconti: parola delle LXX, che traduce l’ebraico SARIM (Principi); sono dunque non solo primi, ma anche i più  antichi.  

Il Libro di Tobia ce li indica «in numero di sette Santi Angeli, che portano le preghiere dei Santi e sono ammessi innanzi alla gloria del Santo».

Non esistono al momento ritrovamenti qumranici del passo di Tb 12,15, mentre l'opera in questione è pervenuta semi integralmente dalla quarta caverna di qumran. I riferimenti ebraici del libro di Tobia, circolanti prima del ritrovamento, non sono che varianti 500 e di molto successive all'originario testo che ci è pervenuto in greco in almeno 3 varianti principali denominate G1 - G2 e G3, le cui importanti e più aderenti all'originario semitico sono il G1 (Codice Alessandrino e Vaticano ) e il G2 (Codice Sinaitico), le quali attestano di Tb 12,15 in questo modo:

  • VARIANTE GRECA–CODICE ALESSANDRINO / VATICANO (detto: GI) - «Io sono Raffaele, uno dei sette santi angeli, che portano lassù (o presentano) le preghiere dei santi e sono ammessi davanti alla gloria del Santo» [ἐγώ εἰμι Ραφαηλ εἷς ἐκ τῶν ἑπτὰ ἁγίων ἀγγέλων οἳ προσαναφέρουσιν τὰς προσευχὰς τῶν ἁγίων καὶ εἰσπορεύονται ἐνώπιον τῆς δόξης τοῦ ἁγίου]. 
  • 2A VARIANTE GRECA / CODICE SINAITICO (detto: א[1] o GII) - «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che stanno al servizio di Dio e che hanno accesso al Signore glorioso» [ἐγώ εἰμι Ραφαηλ εἷς τῶν ἑπτὰ ἀγγέλων οἳ παρεστήκασιν καὶ εἰσπορεύονται ἐνώπιον τῆς δόξης κυρίου ] .

Giungendo al Capitolo 12, del libro di Daniele si dice che Michele, tra questi, ha un ruolo singolarmente superiore poiché è , (nella variante Teod.) «ὁ ἄρχων ὁ μέγας» cioè l’  “Arconte per eccellenza”, locuzione omologa a quella di Arcangelo nel Nuovo Testamento.

Tale parola corrisponde secondo il sentimento degli antichi legislatori greci, alla massima magistratura suprema dell’Arcontato ateniese, cioè al titolo che spettava al capo dell’ ordine dei 9 Arconti, appunto l’ Arcon o Megas, o il Rex Arcon, che è S. Michele.  

Il Testo ebraico come ricordato prima, usa le parole «achad  hassarim harishonim» per indicare questo gruppo di vertice o di primi principi; mentre per San Michele, la Tanakh di Daniele 12 , individua il termine «gran principe» con la locuzione «Sar Haggadol», dove « שַׂר ‎ śar »  sta per principe, o capo , mentre la parola «gran» corrisponde all’ebraico « גָּדוֹל ‎ gadol », che significa « grande in ogni senso, cioè possente, nobile in assoluto».

Ciò posto, vi sono dei «Principi più nobili, ma anche più Antichi » che abbiamo visto stare al vertice delle Gerarchie degli Angeli, di cui S. Michele, è il più nobile, nonché anche il capo.

Era d'altra parte questa l'idea di S. Clemente di Alessandria, che nei suoi Stromateis, al terzo libro della sua  trilogia , già nel III° secolo, li recensiva come gruppo primordiale di straordinaria potenza, precisando nel Capitolo V / 6 che : « il candelabro d'oro ha anche un altro significato allusivo, come segno del Cristo, non soltanto per la foggia, ma anche perchè irradia della sua luce in molti modi e a più riprese coloro che il Lui credono e sperano e a lui guardano attraverso il ministero dei protoctisti. E dicono che i sette spiriti che riposano sul trono fiorente della radice di Jesse sono i Sette Occhi del Signore » e -  capitolo VI - :  « Sette meritatamente sono quelli in cui risiede un sommo potere; sono questi i sette Principi primogeniti degli Angeli, per cui mezzo Iddio presiede a tutti gli uomini e per questo sono chiamati suoi occhi nell’Apocalisse». (lat: …Septem quidem sunt, quorum est maxima potentia Primogeniti Angelorum Principes, per quos Deus omnibus hominibus praesidet). Il testo greco di questa affermazione è molto più eloquente: epta men eisin oi thn megiothn dunamis  econtez  prwtogonoi aggelon arcontes epta. 

Del medesimo sentimento anche San Cipriano San Cipriano mostra una certa conoscenza del Libro di Tobia, che cita a piene mani, traendo interi brani da un prototipo originario che non sappiamo se redatto in greco e/o in latino. La prima fonte si trova nel LIBER DE ORATIONE DOMINICA ovvero TRATTATO SUL PADRE NOSTRO , dove riportabndo il passo di Tobia 12,15 afferma : «Ego enim sum Raphael, unus ex septem Angelis justis qui assistimus et conversamur ante claritatem Dei (Tob. XII, 11-15.)» ovvero «Infatti io sono Raffaele, uno dei sette angeli giusti che stiamo davanti e conversiamo con la maestà di Dio» (Tb 12,11-15). Ritorna sulla circostanza anche nel saggio  “DE MORTALITATE” o “SAGGIO SULLA MORTE” dove afferma al CAPITOLO O PUNTO N. 7:  «Ego enim sum Raphael unus ex septem Angelis sanctis qui assistimus et conversamur ante claritatem De» cioè «Io sono  Raffaele, uno dei sette Angeli Santi che  assistiamo e ci tratteniamo dinnanzi a Dio».

Stessa conoscenza pare trasfusa pure nel c.d. Pastore di Erma,  testo paleocristiano di genere apocalittico, composto nella prima metà del II° secolo D.C. e tenuto in gran conto da tutti i Santi Padri. L'unione della Terza Visione ove si discute dei seguenti personaggi:  «I sei giovani che costruiscono chi sono?" "Sono i santi angeli di Dio creati per primi, cui il Signore affidò tutta la sua creazione per accrescerla, farla progredire e governarla. Per mezzo loro sarà mandata a termine la fabbricazione della torre". "Chi sono gli altri che trasportano le pietre?". "Anch'essi sono angeli santi di Dio; ma i sei sono superiori.», con l' Ottava Similitudine: «Ascolta, mi dice, questo grande albero che copre piani e monti e tutta la terra è la legge di Dio data a tutto il mondo. Questa legge è il Figlio di Dio che fu annunziato sino ai confini della terra. I popoli che sono sotto l'ombra sono quelli che hanno ascoltato la predicazione e creduto in Lui. L'angelo grande e glorioso è Michele che ha il potere su questo popolo e lo governa» vanno misticamente a  formare il famoso settenario spirituale.

Tale conoscenza pare dunque chiaramente celebrata nell'apocalisse di San Giovanni, ove si nota al capitolo 1° allorché  in estasi, all’Apostolo delle Divine Predilezioni furono offerte  : «Sette Spiriti che stanno innanzi al suo Trono» e ancor meglio al cap. 8 : « i Sette Angeli che stanno ritti davanti a Dio» [Ap 8,2] e con tale espressione, si conferma la sicura esistenza dei sette ambasciatori celesti , gli unici a poter entrare, a preferenza degli altri spiriti innanzi alla divina maestà, i quali assistono l’Eterno.

La conferma deriva anche dalle fonti midrashiche. Riferimento ai Sette Angeli si ritrova in modo esplicito, e con una immagine identica a quella dell'apocalisse nella c.d. Pirkè di Rabbi Eliezer opera aggadica-midrashica sulla Torah, che contiene esegesi dei racconti biblici. L'opera è stata ampiamente apprezzata e diffusa nel corso della storia giudaica e lo è tuttora fu composta verso l'VIII secolo in una regione sotto il dominio islamico. Al capitolo 4.3 la Pirke contiene un verso impressionate che abbiamo tradotto in italiano e attesta della presenza degli Arcangeli come intravisti proprio da San Giovanni : «  Quattro classi di angeli[1] ministranti ministrano e lodano il Santo e benedetto: il primo campo (guidato da) Michele alla sua destra, il secondo campo (guidato da) Gabriele alla sua sinistra, il terzo campo || (guidato da) Uriel davanti a Lui, e il quarto campo (guidato da) Raphael dietro di Lui; e la Shekhinah del Santo, benedetto Lui, è al centro. È seduto su un trono alto ed esaltato. Il suo trono è alto e sospeso nell'aria. L'apparizione della Sua gloria è come il colore dell'ambra. E l'ornamento di una corona è sulla Sua testa, e il Nome Ineffabile è sulla Sua fronte. Una metà (della Sua gloria) è fuoco, l'altra metà è grandine, alla sua destra c'è la vita e alla sua sinistra c'è la morte. Ha uno scettro di fuoco nella sua mano e un velo è steso davanti a lui, e i suoi occhi corrono avanti e indietro per tutta la terra, e i sette angeli, che furono creati per primi, ministrano davanti a lui entro il velo, e questo (velo ) si chiama Pargod».

Tutte queste fonti legittimano a pensare che   i Sette Principi degli Angeli, dai primi Padri della Chiesa erano considerati letteralmente i  «Sette Arconti degli Angeli creati per primi»  , e cioè identificati con la categoria del arcon / comandante   richiamata in diversi brani sia del Vecchio che del Nuovo  Testamento, in virtù del fatto che  detengono la massima potenza o forza (meghioton dunami ). Se dal Libro di Daniele giungiamo fino all’Apocalisse di San Giovanni, passando per il libro di Tobia,  troviamo perfettamente rispecchiata quest’idea verticistica di Spiriti nel dodicesimo Capitolo, dove neanche a farlo apposta Michele, torna ancora una volta, nella straordinaria immagine della battaglia celeste. Qui si dice: « Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli » [Ap 12,7] .

Orbene, l’angelologia classica, avendo oltraggiato nome, ruolo e posizione di San Michele, spiega questo passo, asserendo che tale lotta fu tra spiriti di non pari livello, perchè Michele, avrebbe combattuto Satana dal basso della penultima ordinazione angelica, che è quella degli Arcangeli.

Tale sentimento nel contraddire il Testo Sacro, pone un problema epistemologico, che va dunque risolto, onde comprendere che esiste una fetta imponente di Testo Sacro, volutamente non compresa. 

Eh si perché, facendo riferimento al passo  testè citato, si notano delle contiguità molto forti con il Testo di Daniele.

Difatti S. Giovanni ci descrive , un essere chiamato: (1)  « grande drago» e  (2)  «serpente antico».

Il primo elemento, viene individuato dalle LXX con il seguente termine: «ὁ δράκων ὁ μέγας»  ( O Drakon o megas) , frase che ci ricorda qualcosa:

  • Daniele       12,1      -  Michele, il gran principe  -  ὁ ἄρχων ὁ μέγας
  • Apocalisse 12,7       -  Satana il Grande Deago  «ὁ δράκων ὁ μέγας» 

Il secondo elemento, viene individuato dalle LXX come segue « ὁ ὄφις ὁ ἀρχαῖος»  ovvero «Ofis Arcaios»  . 

La parola Ofis  - ὄφις designa il Serpente , il tentatore dei primi progenitori.

Colui che in Gan Eden, cioè nel giardino dell’Eden,  fece peccare Adamo, causando la veicolazione del male nel mondo, e la perdita della comunione con Dio.  

Il testo sacro grida dunque a chiare lettere che questi due facevano parte di una prima progenie angelica da cui verosimilmente, il grande drago e/o l'antico serpente si è poi staccato, andando a costituire un gruppo di pericolosissimi nemici i c.d. PRINCIPI DEI DEMONI.

Tale categoria è di precisa individuazione biblica.

SATANA - SAMMAELE L'ARCANGELO DALLE 12 ALI AVVERSARIO DI SAN MICHELE ARCANGELO

Dice Nostro Signore nel suo Evangelo: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore».

Nell' Apocalisse si legge che «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago  -  ὁ ἄρχων ὁ μέγας - , il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» [ Ap 12,7].

Nel libro di Giobbe poi, questo personaggio, è in grado di portarsi proprio davanti a Dio: «Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra, che ho percorsa».

La figura di Satana , il demonio per eccellenza, è stata però a lungo confusa con quella di Lucifero, re di Babilonia, tanto da fondare una demonologia molto particolare , ma comunque fuorviante.

Il Testo Sacro, chiamandolo "Grande Drago" lo mette sullo stesso piano di S. Michele, dal punto di vista gerarchico e magisteriale.

La battaglia dunque, è avvenuta tra spiriti della stessa cerchia, ciò a legittimare la credenza di una defezione molto importante tra le schiere angeliche, originatasi ai massimi livelli, ontologici.

Sappiamo che "Satana" o meglio "il Satana" cioè l'avversario per eccellenza, come indicato dall'aggettivo "megas" di Apocalisse 12,9 è indicato in 2 Efesisi come il «Principe delle Potenze dell'Aria" (Ef 2,2) - ἄρχων τῆς ἐξουσίας τοῦ ἀέρος  - ma soprattutto come il "Principe di questo mondo" riportato in greco con il terribile termine di Arcon tou Kosmou Toutou (Gv 12,31) - ὁ ἄρχων τοῦ κόσμου τούτου - , non è che la funzione assunta dal diavolo, ma non può costituire il nome dell'antico nemico.

Tuttavia si sa che lo stesso sia stato talmente potente che l' Evangelista Luca al capitolo 4 del suo Evangelo precisa: «Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio».

Il grande Dragone, dunque è un Arcangelo di prim'ordine, di straordinaria e inarrivabile potenza.

Dalla lettura delle fonti Talmudiche, Midrashiche e  Targumiche  riusciamo ad individuare anche il suo antico nome angelico, che viene oggi nascosto dal suo diabolico ministero di opposizione a Dio e di accusatore delle sue creature "Satan", figura meta - giuridica di ambito ebraico che però qui traduce l'intero officio del massimo oppositore.

In particolare è il Targum Jonathan Ben Uzziel, ovvero una vera e propria versione della Tanakh in aramaico a contenere al suo interno, parti che completano la narrazione biblica con il nome dell'antico serpente.  Satana antico serpente è nominato con il suo "vero" nome Angelico sin da Genesi 3, come segue: 

TARGUM JONATHAN BEN UZZIEL GENESI 3 (Versione aramaica della Tanakh di Genesi 3): «    In quell'ora il serpente lanciò un'accusa contro il suo Creatore e disse alla donna: Morendo non morirai; perché ogni artefice odia il figlio della sua arte: poiché è chiaro davanti al Signore che il giorno in cui ne mangerai, sarai come i grandi angeli, che sono saggi a conoscere il bene e il male. E la donna vide Sammael, l'angelo della morte, ed ebbe paura; tuttavia sapeva che l'albero era buono da mangiare, e che era una medicina per l'illuminazione degli occhi e un albero desiderabile per mezzo del quale capire. E lei prese del suo frutto e ne mangiò; e diede con sé a suo marito, e lui mangiò. E gli occhi di entrambi erano illuminati e sapevano di essere nudi, spogliati della veste purpurea in cui erano stati creati. E videro la loro vergogna, si cucirono le foglie dei fichi e si fecero delle cinture… E il Signore Iddio condusse i tre in giudizio; e disse al serpente: Poiché hai fatto questo, sei maledetto di tutto il bestiame e di tutte le bestie dei campi: andrai sul tuo ventre e ti saranno mozzati i piedi e la tua pelle gettata via una volta ogni sette anni; e il veleno della morte sarà nella tua bocca e mangerai polvere per tutti i giorni della tua vita. E porrò inimicizia fra te e la donna, e tra la posterità di tuo figlio e la posterità dei suoi figli; e avverrà che quando i figli della donna osserveranno i comandamenti della legge, saranno pronti a colpirti sulla tua testa; ma quando abbandoneranno  i comandamenti della legge, sarai pronto a ferirli sul calcagno. Tuttavia per loro ci sarà una medicina, ma per te non ci sarà nessuna medicina; e faranno un rimedio per il tallone nei  giorni del Messiah … E il Signore Iddio fece ad Adamo e a sua moglie abiti d'onore dalla pelle del serpente, che aveva tolto  via da lui,  sulla pelle della loro carne, invece di quell’indumento  che era stato gettato via; e li vestì» .

La fonte è confermata anche da   Pirkei DeRabbi Eliezer 21:2 : « (Sammael) cavalcando il serpente venne da lei, e lei concepì,  in seguito Adamo venne da lei, e lei concepì Abele,  come è detto, "E Adamo si unì a Eva sua moglie" (Gen. 4: 1)…» e 

Sammael - Satana è ricordato in moltissime fonti midrashiche, come il più formidabile nemico dell'altissimo. Ciò è tanto vero che in esse si trova una eco dell'antica battaglia di Apocalisse 12, tra Michele e i suoi Angeli e l'antico nemico di Dio.  Egli , secondo queste fonti era un antico arcangelo di straordinaria potenza. Seppur tra i Principi Antichi, era l'unico a detenere il privilegio di possedere 12 ali angeliche, il che rendeva manifesta la sua nobiltà semi divina.

La prova di ciò si nota in :

 Pirkei DeRabbi Eliezer 14:5:  «Scagliò giù  Sammael e le sue truppe dal loro luogo santo in cielo, e tagliò i piedi al serpente, decretando che avrebbe dovuto gettare la sua pelle e soffrire una volta ogni sette anni con grande dolore, e lo maledisse || che si trascina con il ventre (a terra), e il suo cibo si trasforma nel suo ventre in polvere e fiele di aspide, e la morte è nella sua bocca, ed Egli ha messo odio tra essa ei figli della donna, in modo che dovrebbero ammaccargli la testa, e dopo tutte queste (maledizioni viene) la morte. Ha dato alla donna nove maledizioni e morte: le afflizioni derivanti dalle mestruazioni e segni di verginità; l'afflizione del concepimento nel grembo materno; e l'afflizione del parto; e l'afflizione di crescere i figli; e la sua testa è coperta come una persona in lutto, e non è rasata se non a causa dell'immoralità, e il suo orecchio è trafitto come (le orecchie di) schiavi perpetui; e come una domestica serve suo marito; e lei non è creduta in (una questione di) testimonianza; e dopo tutte queste (maledizioni viene) la morte» ed ancora in Pirkei DeRabbi Eliezer 13:2: «  Sammael era un  grande principe del cielo; il Chajjôth aveva quattro ali e il Serafino aveva sei ali e Sammael aveva dodici ali. Cosa ha fatto Sammael? Prese la sua banda e discese e vide tutte le creature che il Santo e benedetto, aveva creato nel suo mondo e non trovò tra loro nessuno così abile da fare il male come il serpente, come si dice: "Ora il serpente era più astuta di qualsiasi bestia del campo "(Gen. 3: 1). Il suo aspetto era qualcosa di simile a quello del cammello, e montò su di esso e lo cavalcò. La Torah iniziò a gridare ad alta voce, dicendo: Perché, o Sammael! ora che il mondo è stato creato, è il momento di ribellarsi all'Onnipresente? È come un tempo in cui dovresti innalzarti in alto?...» e in  Radak on Genesi 3,1: «   L'intero argomento è estremamente confuso, quando guardiamo solo a ciò che ci è stato rivelato dal testo. Dobbiamo ricorrere agli scritti dei Kabbalisti per dare un senso migliore all'intero episodio (Pirkey de Rabbi Eliezer capitolo 13) [nell'introduzione di quel capitolo, il punto è che la gelosia e l'invidia, alcuni dei tratti caratteriali più distruttivi, esistono anche nelle regioni celesti, e quando gli angeli che non erano stati deliziati dalla creazione dell'uomo in primo luogo, videro quanto era intelligente Adamo e come aveva chiamato gli animali immediatamente dopo averli guardati, ebbero paura che il loro dominante ruolo nell'entourage di Dio  sarebbe stato messo a repentaglio. Hanno quindi tramato per sedurre l'uomo a peccare contro il suo Creatore al fine di salvaguardare il loro ruolo di essere più vicini a Dio. Subito dopo, Samael, l'angelo più potente, quello che aveva 12 ali mentre tutti gli altri ne avevano solo 6, portò con sé i suoi subalterni per dare un'occhiata più da vicino a ciò che accadeva nelle regioni terrestri. Scoprì che in quelle regioni il serpente era di gran lunga la più intelligente delle bestie, e non riuscì a trovare un'altra bestia capace e disposta a cadere nei suoi piani malvagi. Ci viene detto che il serpente era enorme e sembrava un cammello e Samael stava cavalcando su di esso. I saggi, con la loro comprensione degli aspetti allora nascosti della Torah, volevano illustrare come a volte Dio si diverta a fare un uso giocoso sia del "cammello", cioè il serpente, e del suo cavaliere, cioè Samael».

L' Arcon di questo mondo, aveva avuto un grande potere , perchè, corrompendo il corpo glorioso dei progenitori aveva così avuto in possesso l'intero genere umano, tranne il regno di Israele, come risulta da  Pirkei DeRabbi Eliezer 46:8 : « Sammael disse davanti al Santo e benedetto: Sovrano di tutto l'universo! Mi hai dato potere su tutte le nazioni del mondo, ma su Israele non mi hai dato potere. Gli rispose dicendo: Ecco, tu hai potere su di loro nel Giorno dell'Espiazione se hanno qualche peccato, ma se no, tu non hai potere su di loro. Perciò gli diedero un regalo nel Giorno dell'Espiazione, in modo che non portassero la loro offerta, come è detto: "Una sorte per il Signore e l'altra per Azazel" (Lev. 16: 8)» ovvero da  Pirkei DeRabbi Eliezer  27,2 : « Michele venne e disse ad Abrahamo, come è detto: "E venne uno che era scappato, e lo disse ad Abramo  l'ebreo" (ibid. 13). Egli è il principe del mondo, è stato colui che ha detto, come è scritto : "Non maledire il re, no, non nel tuo pensiero; ... chi ha le ali dirà la questione" (Eccles. 10:20) . Perché il suo nome si chiamava "Paliṭ" ("Uno che era scappato")? Perché nell'ora in cui il Santo e  benedetto, scagliò giù dal cielo  Sammael e la sua banda dal loro luogo santo , afferrò le ali di Michele per farlo cadere  con lui, ma il Santo e Benedetto  lo salvò dal suo potere;  pertanto  il suo nome fu  chiamato "Colui che era sappato". Riguardo a lui Ezechiele disse: "Uno che era scampato da Gerusalemme venne da me, dicendo: La città è stata colpita" (Ezec. 33:21)». 

Per questo molti testi indicano proprio Satana come Sammaele. Ad esempio il Midrash Haggadol, o grande Midrash  lavoro  che si espande sulle narrazioni del Pentateuco,  e che è stato scritto dal rabbino David Adani dello Yemen tiene proprio Satan al Capitolo 324. Sulla sconfitta di Sammaele, anche i Giubilei XVIII 9 e 12.

Il nome Sammaele, cioè il Diavolo, ricorre anche negli apocrifi cristiani come ade esemio negli "Atti di Andrea e Mattia" XVI ,  apocrifo del Nuovo Testamento relativo agli apostoli Andrea e Mattia, scritto in greco dopo il V secolo, probabilmente in Egitto. Alcuni manoscritti tardi presentano la titolatura "Atti di Andrea e Matteo".

BAALZEBOUL  - PRINCIPE DEI DEMONI - ARCON TON DAIMONION

Baal cioè il finto Dio, è un Arcidemone conosciuto dalla demonologia e dalla tradizione esorcistica cristiana fin dai tempi antichi. Anzi proprio nell' Evangelo esso viene chiamano Principe dei Demoni che in greco suona:  «ἄρχον τῶν δαιμονίων». Il termine “Principe” dei demoni viene indicato INFATTI proprio con la parola greca Arcon in correlazione con il "principe di questo mondo" che pure in greco suona «Arcon tou Kosmou Toutou» .   Vi sono diverse  parti del Nuovo Testamento in cui tale termine ricorre ad individuare un “Capo Supremo” che svolge funzioni di comando o su Angeli inferiori o su uomini sottoposti e subordinati, senza alcuna mediazione di altri:  «… In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E tutta la folla era sbalordita e diceva: «Non è forse costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: «Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe (da Arcon in greco)  dei demòni...” [Matteo 12,22-24].  «… Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe (da Arcon in greco)   dei demòni…» [Marco 3,22]. Questo demone è presente anche nelle Leggende degli Ebrei. 4:5:87 e 88 ed è ancora una volta indicato come capo supremo dei demoni : « Ornias, lo spirito vampiro che aveva maltrattato il servo di Salomone, fu il primo demone ad apparire, e fu incaricato di tagliare pietre vicino al Tempio. E Salomone ordinò a Ornia di venire e gli diede il sigillo, dicendo: "Via con te, e portami qui il principe di tutti i demoni". Ornia prese l'anello e andò da Beelzeboul, che ha il potere sui demoni. Gli disse: "Ecco! Salomone ti chiama". Ma Beelzeboul, udito, gli disse: "Dimmi, chi è questo Salomone di cui mi parli?" Quindi Ornia lanciò l'anello al petto di Beelzeboul, dicendo: "Il re Salomone ti chiama". Ma Beelzeboul gridò ad alta voce con una voce potente, e lanciò una grande fiamma ardente di fuoco; e si alzò e seguì Ornia, e andò da Salomone. Presentato davanti al re, gli promise di radunargli tutti gli spiriti impuri. Beelzeboul procedette a farlo, cominciando da Onoskelis, che aveva una forma molto carina e la pelle di una donna di colore chiaro, e fu seguito da Asmodeus; entrambi dando conto di se stessi. Beelzeboul riapparve sulla scena e nella sua conversazione con Salomone dichiarò di essere l'unico sopravvissuto degli angeli scesi dal cielo».  

Secondo Santa Francesca Romana, che ne parola nel trattato dell' inferno,  i demoni più importanti che obbediscono a lucifero sono tre: asmodeo, che suscita il vizio lussurioso della carne; mammon, che rappresenta il vizio dell’avarizia; ed infine proprio Baalzebul , che è a capo di tutte le idolatrie e attività oscure. Santa Francesca Romana ebbe modo di parlare abbondantemente di questo ultimo diavolo, largamente sottovalutato da molti. 

Il Beato Amadeo nella sua 5 estasi, lo nomina espressamente insieme a Satana e rivela che: « Allora il principe Belzebù disse: “Sappiamo bene che ci debba essere preferito un uomo Dio, ma la cosa di cui ci dogliamo è che assuma un uomo alla divinità e nessuno di noi!Ma c’è un’altra cosa che sopportiamo mal volentieri; cioè che sta per preferire a tutti noi anche una certa donna che non sarà Dio e renderà anche molti altri uomini, talora eguali ad alcuni di noi, talora addirittura maggiori di noi.Queste cose, sia che siano giuste sia ingiuste non ci piacciono in nessun modo! Così come,infatti, sono cose giuste, come voi le volete, se ce le avesse attribuite forse non le avrebbe attribuite giustamente?Se dunque vuole qualunque cosa e vuole giustamente, perché non ha voluto ciò che era più giusto?”» .Visto in estasi anche da Santa Francesca Romana, Baal è dunque sia scritturisticamente che misticamente un principe demone al pari degli altri 3. Tuttavia tra di essi vi è una gerarchia, che vede assegnarsi il comando a Satana

BERITH - DA RITO  A DEMONE

Il libro dei Giudici riporta un episodio in cui si incontra questo nuovo idolo pagano. Secondo il testo biblico: «Dopo la morte di Gedeone gli Israeliti tornarono a prostituirsi a Baal e presero Baal-Berit come loro dio. Gli Israeliti non si ricordarono del Signore loro Dio che li aveva liberati dalle mani di tutti i loro nemici all'intorno[Gd 8,33] ...Gli diedero settanta sicli d'argento che tolsero dal tempio di Baal-Berit; con essi Abimèlech assoldò uomini sfaccendati e audaci che lo seguirono.[ Gd 9,4]...Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit. Fu riferito ad Abimèlech che tutti i signori della torre di Sichem si erano adunati. Allora Abimèlech salì sul monte Zalmon con tutta la gente che aveva con sé; prese in mano la scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla; poi disse alla sua gente: «Quello che mi avete visto fare, fatelo presto anche voi!». Tutti tagliarono ciascuno un ramo e seguirono Abimèlech; posero i rami contro il sotterraneo e bruciarono tra le fiamme la sala con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne. [Gd 9,46].

Resta da capire se la divinità pagana in questione sia la stessa di Baalzeboul, cioè semplicemente riconducibile al dio pagno Baal, di cui il vecchio testamento ci da spesso notizia, o si tratti di un demone a se stante.

Bisogna allora andare alle fonti ebraiche per cercare di capire qualcosa di più. 

Secondo l' Avot D'Rabbi Natan (Nathan il Babilonese  noto anche come Rabbi Nathan , a lui  viene anche attribuita la paternità del Trattato intitolato Abot de-Rabbi Natan),  17: 8 : « La frase Ba'al berith come designazione di Dio non si trova altrove nella letteratura rabbinica».

Per il mondo rabbinico un "Baal Berith" è semplicemente un rito di circoncisione o addirittura un particolare personaggio liturgico; ad esempio il Teshuvot Maharam, (cioè la serie di responsi di Rabbi Meir ben Baruch, meglio conosciuto come Maharam of Rothenburg, che fu la prima autorità rabbinica del 13° secolo in Germania) nell'  edizione Lemberg 228: 1: « Un baal- berith è autorizzato a cambiare i suoi vestiti e fare il bagno il giorno in cui il bambino è circonciso, anche se tale giorno rientra nel suo "periodo di lutto" .... Pertanto, il baal- berith non è autorizzato a prendere parte a il banchetto dopo la circoncisione», questo perchè la parola in Genesi 17, " berith ", cioè "alleanza", come in " berith milah", "alleanza della circoncisione", è dichiarata tredici volte e corrisponde ad un patto sacro. Secondo le fonti, dunque , quando nasce un bambino si può nominare qualcuno come Mohel (circoncisore)  o Baal Berith (colui che tiene in braccio il bambino durante il rito)» .

Posto ciò, Baal Berith è semplicemente un altare con cui ci si  circoncideva al Dio Baal o Baalzeboul, re de demoni. 

In ambiente cristiano, tuttavia, questa identificazione non avviene, e sia Baalzaboul che Baalberith o semplicemente Berith, diventano due demoni diversi.  

San Bernardo, nel sermone 23 del Salmo “Qui habitat”, spiega infatti che il secondo dei sette demoni è « berith principe dell’ira».  Il caso più emblematico è riportato da cronache esorcistiche. Secondo uno scritto di Padre Sébastien Michaelis nel 1612, Berith insieme ad un gruppo di demoni venne esorcizzato e costretto ad abbandonare il corpo di una suora a Aix-en-Provence. Durante l'esorcismo, Berith rivelò non solo il suo nome e quello degli altri demòni che possedevano la suora, ma anche i nomi dei santi che sarebbero stati i più efficaci nel contrastarli.

ASTAROT - ASTARTE DEMONE O DEMONESSA ?

Nel Vecchio Testamento si nomina una divinità femminile chiamata Astarte e quindi molto simile.

Secondo il libro dei Giudici 2,11-14 : «Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal; abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e seguirono altri dei di quei popoli che avevano intorno: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, abbandonarono il Signore e servirono Baal e Astarte. Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a razziatori, che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno ed essi non potevano più tener testa ai nemici».

Si trova nominata poi in moltissime altre fonti vetero - testamentarie. 

Ad esempio in Samuele 1 - Capitolo 31 , durante la narrazione della morte di Re Saul  per mano dei Filistei dove si dice: «l giorno dopo, quando i Filistei vennero per depredare i cadaveri, trovarono Saul e i suoi tre figli caduti sul monte Gelboe. Essi tagliarono la testa di lui, lo spogliarono dell'armatura e inviarono queste cose nel paese dei Filistei, girando dovunque per dare il felice annunzio ai templi dei loro idoli e a tutto il popolo. Posero poi le sue armi nel tempio di Astàrte e appesero il suo corpo alle mura di Beisan».

In 1Re 11:5,33, è citata nel capitolo riguardante le mogli di Salomome: « Quando Salomone fu vecchio, le sue donne l'attirarono verso dei stranieri e il suo cuore non restò più tutto con il Signore suo Dio come il cuore di Davide suo padre. Salomone seguì Astàrte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. Salomone commise quanto è male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide suo padre» e l'episodio è ricordato in 2Re 23:13 quando: « Il re profanò le alture che erano di fronte a Gerusalemme, a sud del monte della perdizione, erette da Salomone, re di Israele, in onore di Astàrte, obbrobrio di quelli di Sidòne, di Càmos, obbrobrio dei Moabiti, e di Milcom, abominio degli Ammoniti. Fece a pezzi le stele e tagliò i pali sacri, riempiendone il posto con ossa umane».

Per gli antichi Ebrei, i quali erano circondati dai Caananei, essa era una divinità abominevole e la rappresentazione dell'idolo maligno nettamente in contrasto con Dio. Si legge nel Deuteronomio: "Non pianterai alcun idolo d’Astarte, di qualsivoglia specie di legno, allato all’altare che edificherai all’Eterno, ch’è il tuo Dio!" Deuteronomio 16:21.

Si ripete nel libro dei  1 Re 32-34, che l'adorazione di Astarte è forse la cosa più invisa a diso anche rispetto al solo e molto odiato Baal cui spesso è associata: «   A lui rimarrà una tribù a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme, città da me scelta fra tutte le tribù di Israele.  Ciò avverrà perché egli mi ha abbandonato, si è prostrato davanti ad Astàrte dea di quelli di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre». Tale circostanza farà sì che addirittura il regno di Israele venga ridotto fino a costituire quasi un nocciolo di pochissime persone non contaminate.

Questa divinità, veniva chiamata anche con un termine particolare, che oggi si è soliti rivolgere alla Madre di Dio ovvero "Regina del Cielo". Singolare quello che si legge in Geremia 7,17 -19  : «Non vedi che cosa fanno nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? I figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina del cielo; poi si compiono libazioni ad altri dei per offendermi. Ma forse costoro offendono me - oracolo del Signore - o non piuttosto se stessi a loro vergogna?». Pertanto, dice il Signore Dio: «Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi». Questo culto scatenò l'ira del Profeta Geremia , perchè gli Israeliti gli opponevano che «Quanto all'ordine che ci hai comunicato in nome del Signore, noi non ti vogliamo dare ascolto; anzi decisamente eseguiremo tutto ciò che abbiamo promesso, cioè bruceremo incenso alla Regina del cielo e le offriremo libazioni come abbiamo gia fatto noi, i nostri padri, i nostri re e i nostri capi nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme. Allora avevamo pane in abbondanza, eravamo felici e non vedemmo alcuna sventura; [18]ma da quando abbiamo cessato di bruciare incenso alla Regina del cielo e di offrirle libazioni, abbiamo sofferto carestia di tutto e siamo stati sterminati dalla spada e dalla fame». E le donne aggiunsero: «Quando noi donne bruciamo incenso alla Regina del cielo e le offriamo libazioni, forse che senza il consenso dei nostri mariti prepariamo per lei focacce con la sua immagine e le offriamo libazioni?».

Il nome Astarte o Ashtoret compare spesso nell'Antico Testamento.

La differenza di pronuncia nell'ebraico biblico (‘Aštōret invece di ‘Ašteret) deriverebbe dalla sostituzione delle vocali del nome della divinità fenicia con quelle del termine bōshet ("vergogna").[senza fonte] A volte, come in Giudici 10, 6, si incontra la forma plurale ‘Aštērōt, termine indicante probabilmente divinità femminili di origine straniera, come i "Ba‘alim" per Baal.

Secondo  il Dizionario Klein,  Astarte è il nome di  una dea fenicia, omonima di Ishtar. 

  • LA FORMA PLURALE STORPIATA O UN PLURALE DI ECCELLENZA - Se andiamo a prendere Giudici 2,11-14, Astarte ha diverse difficoltà di pronuncia. L'ebraico "ašətārwōṯ:"  corrisponde al greco Ἀστάρταις , da cui esce fuori il latino Astaroth e l'Italiano Astarte. Per dirimere definitivamente la questione la Bibbia di Re Giacomo 2,11-13 che traduce il passo : And they forsook the LORD, and served Baal  and Ashtaroth. E' dunque di lapalissiana evidenza che Astaroth non è che la storpiatura o la variazione linguistica di Astarte.  Tralaltro, volendo a forza cercare di individuare un significato separato di Astaroth da Astarte,  vi è da dire che in ebraico mentre il plurale dei sostantivi maschili termina quasi sempre in –im (come Sarim, plurale di Sar, principe)  il plurale dei sostantivi femminili termina di solito in -ot, e non è un caso che Tselot è il plurale Tselà (costola)  o susòt è il plurale di Susim (Cavallo).Può accadere che alcuni sostantivi femminili presentino il plurale con la terminazione dei maschili, come il femminile shanàh, “anno”, che al plurale fa shanìym e allo stesso modo, alcuni sostantivi maschili presentano il plurale con la terminazione del femminile, come “padre”: av che al plurale fa avòt. Non mancano poi i sostantivi che presentano ambedue le terminazioni, assumendo in tali casi sfumature diverse.Infine, ci sono in ebraico alcuni sostantivi di uso molto frequente che troviamo solo al plurale. Vi è poi da dire che alcuni mostri biblici sono indicati al plurale come Behemot  probabilmente la forma plurale dell'ebraico בהמה (bəhēmāh - animale). Nel caso di specie Astaroth potrebbe quindi costituire un esempio di "pluralis excellentiae", un'usanza ebraica di esprimere la grandezza di qualcosa pluralizzandone il nome. Indicherebbe, dunque, che il Astaroth si distingua da tutte le Astarti per potenza e forza. In 1 Samuele 7,3-4 è tradotto al plurale e non al singolare cioè come Astaroth, dalla versione CEI 2008 : «Allora Samuele si rivolse a tutta la casa d'Israele dicendo: «Se è proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate da voi tutti gli dei stranieri e le Astàrti». Sembrerebbe dunque che nella forma plurale Ashtaroth ( forse in riferimento alla presenza di più statuette di Ashtoreth) essa  fu direttamente traslitterata nelle prime versioni della Bibbia in greco antico e in latino, perdendo forse l'accezione femminile e plurale dell'originale in ebraico e divenendo un maschile singolare.
  • COME LUOGO ORIGINARIO DEI NEPHILIM - DI STIRPE REPHAIM (COLORO CHE INDEBOLISCONO IL CUORE CON UN SOLO SGUARDO) - Per capire qualcosa in più forse dobbiamo risalire alle versioni plurali del termine che indicano un luogo.   In Giosuè 9,10 infatti gli abitanti di Gàbaon rispondono astutamente a Giosuè : « ... abbiamo udito della sua fama, di quanto ha fatto in Egitto, di quanto ha fatto ai due re degli Amorrei, che erano oltre il Giordano, a Sicon, re di Chesbon, e ad Og, re di Basan, che era ad Astarot». Al capitolo 12,4 e ss del medesimo libro però si osserva che: « Inoltre Og, re di Basan, proveniente da un residuo di Refaim, che abitava in Astarot e in Edrei, dominava le montagne dell'Ermon e Salca e tutto Basan sino al confine dei Ghesuriti e dei Maacatiti, inoltre metà di Gàlaad sino al confine di Sicon re di Chesbon». Se pensiamo che i Rephaim, sono il residuo dell'antica popolazione dei Niphilim cioè degli accoppiamenti tra Angeli e/o Discendenti di Set, con le donne Cainite, forse si riesce a capirel'origine ancestrale di questo termine, risalente, ancora ad una volta agli Angeli di seconda caduta.
  • UN ARCIDEMONE IN AMBIENTE CRISTIANO CONGIURATO DA PADRE AMORTH NEGLI ESORCISMI  - Vi è da dire che in ambiete cristiano, come ci tramanda San Bernardo nel suo sermone 23° sul Qui Habitat, tra i demoni o arcidiavoli vi è come : «settimo astaroth principe dell’accidia o pigrizia». Per il noto Padre Amorth, famoso esorcista, Astaroth, è un Arcidemone e principe dell'Inferno o duca dell'Inferno. Secondo altre opere, cinquecentesche si tratterebbe di un angelo caduto,  al comando di 40 legioni dei demoni. Questa identificazione non pare portare ad un sostrato conoscitivo omologo in ambito ebraico. 

ASMODEO - ARCIDEMONE  O  META DEMONE (UNIONE DI DONNA UMANA E SPIRITO MALVAGIO)  ?

Ora è ben vero che nel Libro di Tobia si faccia menzione di un demone , che Raffaele incatena nel deserto, tale asmodeo, il perditore dell’affetto coniugale, uccisore del matrimonio e padre della lussuria (Tb 3) :«In quel medesimo momento la preghiera di tutti e due fu accolta davanti alla gloria di Dio e fu mandato Raffaele a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo». 

Inoltre moltissime apparizioni della Madonna e di San Raffaele  ci hanno dimostrato che dove S. Raffaele regna, per così dire, asmodeo viene sconfitto. 

Asmodeo è stato nominato apertamente dalla Madonna nella celebre profezia di La Salette.

 Qui ebbe proprio a preconizzare la scristianizzazione degli apparati statali per opera di un disegno criminoso del diavolo, e la lussuria e il disfacimento nel templi di suo Figlio (il messaggio in questione è stato oggetto di numerose controversie, dunque abbia valore conoscitivo e non di fede per il lettore, come indizio di quello che stiamo sostenendo : «...Tremate, terra e voi che fate professione di servire Gesù Cristo e che al di dentro adorate voi stessi! Tremate poiché Dio vi consegnerà al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione; molti conventi non sono più case di Dio, ma pascolo di Asmodeo e dei suoi»). 

Pertanto dove non è presente Raffaele, è invece sempre presente asmodeo, il quale persegue finalità volte a promuovere l’impudicizia, il meretricio ed il libertinaggio ammantandole dell’indiscreto pallio di pretese libertà individuali, che lungi da rispondere a reali istanze di tutela conducono ad un inevitabile sovvertimento delle regole etiche condivise ed ad una inevitabile frammentazione del sostrato culturale di riferimento.    

Ancor più significativo sul punto, quanto accadde nella città di Cordova, vera e propria casa celeste dell’Angelo Raffaele, ove fu lo stesso a ribadire ancora una volta di essere contrapposto al cattivo asmodeo.  La città di Cordoba era oppressa nel XVI secolo da una spaventosa pestilenza,  che la riempiva di morti, di rovine e orribili tragedie. Ormai i morti superavano quasi i vivi,  e molti perivano inoltre senza confessione, per mancanza di chi amministrasse loro il sacramento della Penitenza, perché quei pochi confessori che erano rimasti non potevano assistere ad una simile moltitudine di infermi.

Frà Simone de Sousa, Commendatore del Convento di Nostra Signora della Mercede, (che sin dai primi anni manifestò un intenso amore verso San Raffaele),  cercava di soccorrere con la sua carità tutti gli infelici che poteva, non solamente ascoltando le confessioni, ma fancendo grandi elemosine ai poveri e ai bisognosi. Ma sopraffatto dal dolore di non potere accudire tutti quegli infelici, ritornato una notte al suo convento,  e ritiratosi da solo innanzi al coro, davanti all’immagine della Regina degli Angeli, la pregò ardentemente con calde lacrime, che volesse degnarsi di mandare il Medico San Raffaele, a procurare la cura dei tanti infermi della città, e rivoltosi a lui cominciò a implorarlo con la ferma speranza di essere esaudito, dicendogli che se era amico vero e fedele, si degnasse anch’egli di gradire quegli ossequi, dando alla città la salvezza dall’orrido contagio, e affinchè le suppliche fossero più efficaci, le sostenne dicendo che poneva per mediatrice la Regina degli Angeli. A tutte queste prediche non si mostrò sordo il celeste Principe. Ecco che subito gli apparve all’improvviso nel Coro stesso, nelle sembianze di un giovane bellissimo, che con fare cortese gli disse: « Io Sono Raffaele che vengo a premiare le tue preghiere, e la tua elemosina, e soprattutto la tua umiltà, carità e le tue opere,  che agli occhi del Signore sono di tanto pregio. Per te, Iddio sdegnato, ha sottratto il castigo della sua giustizia, ha deposto il furore, e farà sperimentare a questa misera e dolente città, le tenerezze della sua clemenza: va pertanto dal Vescovo, e digli che ponga la mia immagine sulla cima del campanile della Cattedrale ed esorti il popolo ad intraprendere la mia devozione, perché immediatamente saranno liberi e salvi, con la condizione, però, che alla Regina degli Angeli, domandino la Medicina del Signore: e sappi di più che, tutti coloro che imploreranno il mio aiuto, e porteranno indosso la mia immagine, saranno liberati da ogni male,  ed in particolare dal demonio asmodeo, tentatore della disonestà,  che è il peccato più proprio per danneggiare gli uomini, e far loro perdere la grazia di Dio». 

Ecco perché la città di Cordoba è molto devota a questo Angelo, ed ha predisposto una serie di novene che lo celebrano appunto come appartenente al gruppo superno dei Sette Spiriti.  

Se dunque è  scritturisticamente e misticamente fondato il convincimento che Raffaele combatta Asmodeo, demone della lussuria, risulta quantomeno singolare che nella tradizione midrashica questo demone, sia in realtà un meta - demone frutto dell'unione di una donna umana, della stirpe di caino, con uno degli Angeli decaduti giunti sulla terra al tempo di Enoc.

Questa conoscenza risulta peraltro, sedimentata in ambiente giudaico, e può forse fondare un declassamento di questo demone o la creazione di una nuova figura demoniaca quella dei meta - demoni. 

1. ASMODEO COME META-DEMONE 

Ad esempio in Leggende degli Ebrei  1:4:9 e ss si afferma che «  A differenza di Istehar, la pia fanciulla, Naamah, la bella sorella di Tubal-Cain, ha portato gli angeli fuori strada con la sua bellezza, e dalla sua unione con Shamdon è scaturito il diavolo Asmodeus»

e in modo ancor più inquivocabile si afferma in  nell'apocrifo "Testamento di Salomone", che  Asmodeo : «nato da un seme d'angelo e da una figlia d'uomo, compare al cospetto del sapiente re e rivela: "Sono chiamato Asmodeus tra i mortali, e la mia attività è quella di complottare contro i neo-sposati, in modo che non possano conoscersi. E li divido completamente con molte calamità, e sciupo la bellezza di donne vergini e allontanano i loro cuori..."Trasporto gli uomini in attacchi di follia e desiderio, quando hanno le loro mogli, in modo che le lascino e vadano di notte e di giorno da altre che appartengono ad altri uomini; con il risultato che essi commettono peccato e cadono in azioni omicide".

A questo punto Salomone esclama: ""Temi Dio, Asmodeus, e dimmi da quale angelo sei frustrato". Mi disse: "Da Raffaele, l'arcangelo che sta davanti al trono di Dio. Ma il fegato e il fiele di un pesce mi mettono in fuga, quando fumano sopra le ceneri della tamerice". Gli chiesi di nuovo e gli dissi: "Non nascondermi nulla. Perché io sono Salomone, figlio di Davide, re d'Israele. Dimmi il nome del pesce che ti annienta". E lui rispose: "Il suo nome è Glanos, il pesce gatto, e si trova nei fiumi dell'Assiria; perciò da quelle parti io non mi aggiro"». 

La leggenda in questione rappresenta il canovaccio del libro di Tobia, ma anche indica la natura semi - umana di Asmodeus. 

2. ASMODEO COME RE DEI DEMONI

Vi sono tuttavia altre fonti ebraiche che lo indicano ancora come "Re dei demoni".  

La stessa Leggende degli Ebrei 4,5-27  narrano di asmodeo capo : « Dopo la sua ascesa al trono, una strana lite tra gli eredi fu portata davanti a Salomone per l'aggiudicazione. Asmodeus, il re dei demoni, una volta disse a Salomone: "Tu sei il più saggio degli uomini, eppure ti mostrerò qualcosa che non hai mai visto". Allora Asmodeus piantò il dito nel terreno e uscì un uomo a due teste. Era uno dei Cainiti, che vivono sottoterra e sono del tutto diversi per natura e abitudine dagli abitanti del mondo superiore. Quando il Cainita volle ridiscendere nella sua dimora, sembrava che non potesse tornare lì. Nemmeno Asmodeus è riuscito a realizzare la cosa. Così rimase sulla terra, prese per sé una moglie e generò sette figli, uno dei quali somigliava a suo padre in quanto aveva due teste. Quando il Cainita morì, scoppiò una disputa tra i suoi discendenti su come dividere la proprietà. Il figlio a due teste ha rivendicato due porzioni. Sia Salomone che il Sinedrio erano perplessi; non potevano scoprire un precedente che li guidasse. Allora Salomone pregò Dio: "O Signore di tutti, quando mi sei apparso a Gabaon e mi hai dato il permesso di chiederti un dono, non desideravo né argento né oro, ma solo saggezza, affinché potessi giudicare gli uomini con giustizia ».

AZAZEL - UNO DEGLI ANGELI CAPI DELLA SECONDA CADUTA   E  DEMONE DEL CAPRO ESPIATORIO

Azaael è sia un demone biblico che targumico, ma anche midrashico.

  E' biblico perchè di lui si parla nel Levitico al capitolo 16, in relazione allo Yom Kippur c.d. Giorno del' Espiazione . Sta scritto: « Il Signore parlò a Mosè dopo che i due figli di Aronne erano morti mentre presentavano un'offerta davanti al Signore. Il Signore disse a Mosè: “Parla ad Aronne, tuo fratello, e digli di non entrare in qualunque tempo nel santuario, oltre il velo, davanti al coperchio che è sull'arca; altrimenti potrebbe morire, quando io apparirò nella nuvola sul coperchio. Aronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un ariete per l'olocausto. Si metterà la tunica sacra di lino, indosserà sul corpo i calzoni di lino, si cingerà della cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino. Sono queste le vesti sacre che indosserà dopo essersi lavato la persona con l'acqua. Dalla comunità degli Israeliti prenderà due capri per un sacrificio espiatorio e un ariete per un olocausto. Aronne offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l'espiazione per sé e per la sua casa. Poi prenderà i due capri e li farà stare davanti al Signore all'ingresso della tenda del convegno e getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere del Signore e quale di Azazel. Farà quindi avvicinare il capro che è toccato in sorte al Signore e l'offrirà in sacrificio espiatorio; [invece il capro che è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti al Signore, perché si compia il rito espiatorio su di lui e sia mandato poi ad Azazel nel deserto».

 Se volessimo però cercare la provenienza di questo demone, ovvero la sua origine metafisica dovremmo giungere fino al Targum Jonathan Ben Uzziel Gen. 6  Ricordiamo che qui trattasi non di una Midrash, ma di una vera e propria Bibbia, nell'edizione aramaica.

Si dice che: « E fu quando i figli degli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro belle figlie; e i figli del grande videro che le figlie degli uomini erano belle, dipinte e arricciate, e camminavano con rivelazioni della carne e con immaginazioni di malvagità; che li prendevano mogli di tutti quelli che gli piacevano. E il Signore disse con la Sua Parola: Tutte le generazioni dei malvagi che devono sorgere non saranno epurate secondo l'ordine dei giudizi della generazione del diluvio, che sarà distrutta e sterminata dal centro del mondo. Non ho impartito loro il Mio Spirito Santo (o ho posto in loro il Mio Spirito Santo) affinché possano compiere buone opere? Ed ecco, le loro opere sono malvagie. Ecco, darò loro un prolungamento di centoventi anni, affinché possano operare il pentimento e non perire. Schamchazai e Uzziel (Azazel n.d.a.) , che caddero dal cielo, erano sulla terra in quei giorni; e anche, dopo che i figli del Grande furono entrati con le figlie degli uomini, le partorirono: e questi sono quelli che sono chiamati uomini che sono del mondo, uomini di nome» . 

E' poi presente in  Leggende degli Ebrei  1:4:9 e ss  dive si narra della narrazione degli  ANGELI CADUTI   e si dice che : «  Cresciuto fino all'età adulta, Noè seguì le vie di suo nonno Matusalemme , mentre tutti gli altri uomini del tempo insorsero contro questo pio re. Lungi dall'osservare i suoi precetti, perseguirono l'inclinazione malvagia dei loro cuori e perpetrarono ogni sorta di azioni abominevoli. Principalmente gli angeli caduti e la loro gigantesca posterità hanno causato la depravazione dell'umanità. Il sangue versato dai giganti gridò al cielo dalla terra, e i quattro arcangeli accusarono gli angeli caduti e i loro figli davanti a Dio, dopodiché diede loro i seguenti ordini: Uriel fu mandato a Noè per annunciargli che la terra sarebbe stata distrutto da un'alluvione e per insegnargli come salvare la propria vita. A Raphael fu detto di mettere in catene l'angelo caduto Azazel, gettarlo in una fossa di pietre aguzze e appuntite nel deserto di Dudael e coprirlo con le tenebre, e così doveva rimanere fino al grande giorno del giudizio, quando sarebbe gettato nella fossa ardente dell'inferno, e la terra sarebbe stata guarita dalla corruzione che aveva escogitato su di essa. Gabriele fu incaricato di procedere contro i bastardi e i reprobi, i figli degli angeli generati con le figlie degli uomini, e di farli precipitare in conflitti mortali tra loro. Il genere di Shemhazai fu consegnato a Michele, che per primo li fece assistere alla morte dei loro figli nel loro sanguinoso combattimento tra loro, e poi li legò e li inchiodò sotto le colline della terra, dove rimarranno per settanta generazioni, fino al giorno del giudizio, per essere portato di là nell'infuocato pozzo dell'inferno.  La caduta di Azazel e Shemhazai avvenne in questo modo. Quando la generazione del diluvio iniziò a praticare l'idolatria, Dio fu profondamente addolorato. I due angeli Shemhazai e Azazel si alzarono e dissero: "O Signore del mondo! È accaduto ciò che avevamo predetto alla creazione del mondo e dell'uomo, dicendo: 'Che cos'è l'uomo, che te ne ricordi? ' "E Dio disse:" E che ne sarà del mondo ora senza l'uomo? " Al che gli angeli: "Noi ce ne occuperemo". Allora Dio disse: "Ne sono ben consapevole, e so che se abiti sulla terra, l'inclinazione al male ti sopraffarà e sarai più iniquo che mai uomini". Gli angeli implorarono: "Concedici solo il permesso di dimorare tra gli uomini, e vedrai come santificheremo il tuo nome". Dio cedette al loro desiderio, dicendo: "Scendi e soggiorna tra gli uomini!" Quando gli angeli vennero sulla terra e videro le figlie degli uomini in tutta la loro grazia e bellezza, non poterono trattenere la loro passione. … Shemhazai e Azazel, tuttavia, non furono scoraggiati dallo  stringere alleanze con le figlie degli uomini, e nacquero i primi due figli. Azazel iniziò a ideare le raffinatezze e gli ornamenti per mezzo dei quali le donne seducono gli uomini.

… Shemhazai allora fece penitenza. Si è sospeso tra il cielo e la terra, e in questa posizione di peccatore penitente è appeso ancora oggi. Ma Azazel persistette ostinatamente nel suo peccato di sviare l'umanità per mezzo di allettamenti sensuali. Per questo motivo due capri furono sacrificati nel Tempio nel Giorno dell'Espiazione, uno per Dio, che perdona i peccati di Israele, l'altro per Azazel, che porta i peccati di Israele». 

Ritorna poi nei Cicli apocrifi di Enoc, anche qui combattuto dall' Angelo Raffaele. 

  • [Enoc 10,4-12],  il Signore, raggiunto dalle preghiere degli Arcangeli: … a Raffaele: ―Lega Azazel mani e piedi e ponilo nella tenebra, spalanca il deserto che è in Dudael e ponilo colà. E ponigli sopra pietre tonde ed aguzze e coprilo di tenebra! E stia colà in eterno e coprigli il viso a che non veda la luce! E, nel grande giorno del giudizio, sia mandato al fuoco!».

Bandito nel deserto, durante il giorno di espiazione, il capro colmo dei peccati del popolo ebraico diveniva una sua vittima sacrificale.

BELIAR  ARCIDEMONE PUNGOLO DI SAN NICOLA DA TOLENTINO

Beliar (o Belial) è un demone neotestamentario dello stesso rango di Baal, indicato da San Paolo in  2 Corinzi 6:15: «Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? [Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli?» ,

nonchè una potente figura mitologica demoniaca dell'Antico Testamento e, in genere, di tutta la antica tradizione giudaica.  

In un testo apocrifo dell'Antico Testamento, chiamato l'Ascensione di Isaia, il suo nome riappare: «...E Manasse deviò il suo cuore per servire Beli'ar, l'angelo di illegalità, che è il principe di questo mondo, Beli'ar, il cui nome è Matanbuchus.»

Di Beliar vi sono numerose testimonianze nel libro dei Giubilei e dei 12 Patriarchi

Nei Giubilei, al capitolo I si dice: «Si innalzi, o Dio, sul Tuo popolo, la Tua misericordia e crea in esso uno spirito retto e non abbia lo Spirito di Beliar su di esso il potere di accusarlo innanzi a Te e di deviarlo, con la frode, da tutte le vie della giustizia sì che si perda da davanti al tuo cospetto» [ Giubilei 1,19]  e « E fin da adesso io ti dico che i figli di Israele verranno meno a questo patto e che i loro figli non saranno, secondo tutta questa legge, circoncisi perché, per quanto riguarda la carne della loro circoncisione, essi ometteranno (lett.: saranno omittenti) la circoncisione dei loro figli e tutti loro, figli di Belehor (Beliar) , lasceranno i loro figli così come sono nati, senza circoncisione» [ Giubilei 15,33] .

Nel testo dell' Apocrifo  "Testamento dei 12 Patriarchi"  si dice: « Molti infatti porta a rovina l'impudicizia. Sia uno vecchio o nobile, sia ricco o povero, sempre si attira addosso l'onta di fronte agli uomini e a Beliar...Per questo il Dio dei nostri padri lo protesse da ogni mala morte nascosta. Se infatti l'impudicizia non domina la vostra mente, nemmeno Beliar può aver dominio su di voi [cap 4,7-9] ;   Infatti i contatti continui, anche se non si commette empietà, tuttavia sono per loro una malattia inguaribile e per noi si risolvono nella infamia eterna di Beliar [cap 6,3];  Guardatevi, dunque, dall'impudicizia, perché l'impudicizia é madre dei mali separandoci da Dio e avvicinandoci a Beliar [cap 5,3]  ; Beliar sarà legato da lui che darà ai suoi figli il potere di calpestare gli spiriti maligni. [ cap 18,12] ; ] E ora, figlioli miei, avete ascoltato tutto. Scegliete per voi o la luce o la tenebra, la Legge del Signore o le opere di Beliar" [ 19,1 ].

E' ricordato infine nel secondo capitolo di Leggende degli Ebrei capitolo 2,2 43-44-84-28 (citati in ordine sparso) : « "Sappiate, figli miei, che negli ultimi tempi i vostri figli abbandoneranno i sentieri della probità e saranno governati dall'avidità. Abbandoneranno la rettitudine e praticheranno il mestiere, si allontaneranno dai comandi del Signore e seguiranno Beliar, loro rinunceranno all'agricoltura e perseguiranno i loro piani malvagi, saranno dispersi tra le nazioni e serviranno i loro nemici. Dillo ai tuoi figli, così che, se peccano, si pentano rapidamente e tornino al Signore, perché Egli è misericordioso e li porterà fuori per riportarli nel loro paese..."Ho centoventidue anni e non riesco a discernere alcun peccato in me stesso. Salvo mia moglie, non ho conosciuto nessuna donna. Non ero colpevole di mancanza di castità per aver alzato gli occhi. Non bevevo vino, che Potevo non essere sviato, non desideravo ciò che apparteneva al mio vicino, l'astuzia non aveva posto nel mio cuore, le bugie non mi passavano dalle labbra. Sospirai insieme a tutto ciò che era pesante e ai poveri pane. Ho amato il Signore con tutte le mie forze, e ho amato anche il genere umano. Fate lo stesso, figli miei, e tutti gli spiriti di Beliar fuggiranno da voi, nessuna azione compiuta dai malvagi avrà potere su di voi, e lo farete sconfiggi tutte le bestie selvagge, perché hai con te il Signore del cielo "...."Figli miei, avete osservato la misericordia dell'uomo buono? Imitatela con pura intenzione, affinché anche voi possiate portare corone di gloria. Un uomo buono non ha occhio invidioso, ha misericordia con tutti, anche con i peccatori, sebbene i loro disegni malvagi siano diretti contro di lui, e con le sue buone azioni egli vince il male, poiché è stato ordinato da Dio. Se fai il bene, gli spiriti impuri si allontaneranno da te, e anche le bestie selvagge ti temeranno . L'inclinazione di un uomo buono non sta nel potere dello spirito tentatore Behar, poiché l'angelo della pace guida la sua anima. Fuggi davanti alla malizia di Beliar, la cui spada è sguainata per uccidere tutti coloro che gli pagano obbedienza, e la sua spada è la madre di sette mali, spargimento di sangue, corruzione, errore, schiavitù, fame, panico e devastazione. Pertanto Dio ha consegnato Caino a sette punizioni. Una volta in cento anni il Signore ha portato un castigo su di lui. Le sue afflizioni iniziarono quando aveva duecento anni, e nel suo novecentesimo anno fu distrutto da t diluvia, per aver ucciso il suo giusto fratello Abele. E quelli che sono simili a Caino saranno castigati per sempre con le stesse punizioni delle sue...Allora Levi ammonì i suoi figli a camminare nelle vie del Signore e a temerlo con tutto il cuore, e disse loro ciò che aveva imparato dagli scritti di Enoc, che i suoi discendenti avrebbero peccato contro il Signore nei tempi a venire, e avrebbero subito la punizione divina per la loro trasgressione, e poi Dio avrebbe suscitato un nuovo sacerdote, al quale sarebbero state rivelate tutte le parole del Signore. Le sue ultime parole furono: "E ora, figli miei, avete sentito tutto quello che ho da dire. Scegliete, ora, la luce o le tenebre, la legge del Signore o le opere di Beliar". E i suoi figli risposero: "Davanti al Signore cammineremo secondo la sua legge". Allora Levi disse: "Il Signore è testimone e gli angeli sono testimoni, io sono testimone e voi siete testimoni, riguardo alla parola della vostra bocca". E i suoi figli risposero: "Siamo testimoni".

Dal punto di vista mistico è singolare che proprio Beliar, per queste fonti alter ego di Satana sia stato indicato nella agiografia di San Nicola da Tolentino come suo "demone custode".  Tale circostanza è narrata proprio nel principale sito del Santo :

https://www.sannicoladatolentino.org/capitolo-3/

al capitolo terzo che traiamo da:  "VITA DI SAN NICOLA SCRITTA DA PIETRO DA MONTERUBBIANO a cura di Francesco Santi CAPITOLO 3. Austerità di vita e tentazioni" in cui si dice: « 

  • 26 Un’altra volta mentre Nicola si cuciva una tunica, il nemico del genere umano gli sottrasse una parte di quella tunica. Il sant’uomo volendo ricongiungere quella all’altra parte e non trovandola, la cercava e ricercava, e non riuscendo a trovarla, diceva: “Santo Dio, ma chi può prendersi gioco di me così? Davvero costui non è degno di essere nominato!”. Subito il diavolo rispose alle parole del santo, dicendo: “E’ vero, ti ho ingannato e ti ingannerò ancora! ma in modo diverso da quello che ho adottato finora, dato che così non sono riuscito a superarti”. E il sant’uomo: “Chi sei?”; e quello: “Sono Belial, assegnato al tormento della tua santità”. E il santo “Se il Signore è il mio aiuto, non temerò ciò che può farmi l’uomo”. 
  • 27 Una volta di notte, non volendo trascurare la consueta orazione, non essendo ancora aperto l’oratorio, dato che il sant’uomo anticipava l’ora del Mattutino, e volendo entrare nel refettorio dove era dipinta un’immagine del crocifisso sulla porta, fu spinto e gettato a terra da Belial con tanta forza che appena gli rimase il respiro. Tuttavia si fece forza e nel nome del Crocifisso si rialzò; volendo andare a pregare fu colpito e di nuovo piegato a terra. Infine si sforzò di tornare in dietro ma era sbattuto contro ogni angolo che incontrava, con violenza. Grazie a Dio, si sentì il rumore dei demoni che combattevano col santo: i frati svegliati accorsero presso il beato Nicola e lo sollevarono da terra. Lo portarono al povero letto, incapace di stare in piedi. Qui subito confortato da Cristo, pur sostenendosi con l’aiuto di un bastone, compiendo le consuete orazioni, rese grazie e lodò Cristo salvatore».

La stessa fonte, un po diversa, forse per l'imbarazzo dettato dalla presenza di un demone custode di un Santo ci viene dal sito: http://www.carloacutis.net/AngeliDemoni/angeli/ANGES-W-Tolentino.html?n=... ove nel tracciare ancora una volta una breve pagina agiografica di San Nicola si dice quanto segue:

  • « Il Signore permette che San Nicola sia provato anche per mezzo dei demoni, tra i quali uno di nome Belial. Una volta, il demonio ruba un pezzo di stoffa di una tonaca appartenuta al Santo, il quale la cerca inutilmente. Mentre continua a cercare, dice tra sé: «Santo Dio, chi ha potuto prendersi gioco di me? Certamente è stato colui che non è degno di essere nominato». Infatti, il demonio risponde: «Hai indovinato. Sono stato io a farti lo scherzo e altri te ne farò; ma poiché con questi sistemi non riesco a nulla, cambierò metodo». Il santo, allora, gli chiede: « Ma tu chi sei?». Il demonio gli risponde: «Io sono Belial, incaricato di essere un pungolo per la tua santità». San Nicola invoca Dio: «Il Signore è il mio aiuto, non temo ciò che può farmi l’uomo».

MAMMON - PRINCIPE DEI DEMONI E DELL'AVARIZIONA o SEMLICEMENTE ESPRESSIONE DEL DANARO

Anche Mammon è un demone Biblico di cui si sono perse le tracce nelle traduzioni. 

E' nominato nel Santo Evangelo , ad esempio in Luca 16,3: « Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

In greco μαμμωνᾶς pare derivare dal caldeo. Qui è però identificato come il demone del peccato di Avarizia, uno dei 7 peccati capitali. Non vi sono altri riferimenti biblici. Fino alla seconda traduzione CEI viene mantenuta la parola d'origine aramaica, mentre nella traduzione 2008 la parola viene sostituita con "ricchezza". ממונא, ממון / mamon (Hebrew), mamona (Aramaic): poprietà soldi. 

Santa Francesca Romana, nelle sue Visioni dell'Inferno, afferma che i demoni più importanti che obbediscono a Lucifero sono tre: Asmodeo, che suscita il vizio della carne; Mammona, che rappresenta il vizio dell'avarizia; e Belzebù che è a capo di tutte le idolatrie e attività oscure. Tra tutte le citazione ricordiamo che durante il Medioevo, Mammona veniva comunemente personificato come demone dell'avarizia, della ricchezza e dell'ingiustizia. Per questo motivo, Pietro Lombardo (II, dist. 6) dice: "I ricchi vengono chiamati con il nome di un diavolo, chiamato Mammona, perché Mammona è il nome di un diavolo, secondo la lingua Siriana".

Il francescano Niccolò di Lira (1270 - 1349) , commentando il succitato passo del Vangelo di Luca, specifica che “Mammon est nomen daemonis” . 

Più recentemente una pia tradizione condotta da  p. Bonaventura da Sorrento, (Michael -  Edizione Michael):  «... I sette peccati Capitali sono personificati dai sette demoni dai quali fu posseduta Maria Maddalena, e che furono estirpati da Cristo: questi sono lucifero padre della Superbia  combattuta da S. Michele, mammon padre dell’Avarizia combattuta da S. Gabriele, asmodeo padre della Lussuria combattuta da S.Raffaele, satana padre dell’Ira, combattuta da Uriele, belzebù padre dell’Intemperanza combattuta da Geudiele, leviatan padre dell’invidia combattuta da Sealtiele, belfegor padre dell’Accidia, combattuta da Barachiele» .

Fu soprattutto  San Bernardo nel Serm. 23 del Salmo “Qui habitat”ad iniziare questa corrente interpretativa, seguito poi da molti altri (si veda Faber nella parte delle omelie) , che associavano ogni virtù con ogni contrario vizio, impersonificato ciascuno da uno specifico e terribile Arcidemone.    Dice il Santo: “Primo è leviathan principe della superbia, secondo berith principe dell’ira, terzo mammon principe dell’avarizia, quarto belzebù principe dell’invidia, quinto asmodeo principe della lussuria, sesto belfagor principe della gola, settimo astaroth principe dell’accidia o pigrizia”.

Alcune menzioni si trovano nelle tradizioni ebraiche, ma  dalla lettura di queste testimonianze Mammona, sembrerebbe ricondurre ad una espressione relativa o alla ricompensa, o al denaro in genere. Sovente, infatti, i testi di tradizione riportano le "questioni di mammona" come se fossero controversie legate al denaro e non a qualcosa di spirituale.

Ad esempio si nomina in Mischnei Torah 7,3 : «Non dovete pensare che solo tali trasgressioni richiedano pentimento in quanto sono connesse con un atto positivo, come ad esempio fornicazione, rapina o furto; non è così, ma nello stesso modo in cui uno dovrebbe voltare le spalle a queste trasgressioni, così dovrebbe anche cercare nelle malvagie disposizioni che può avere e voltare le spalle alla rabbia, all'odio, alla gelosia, alla beffa, alla caccia di Mammon e di onori, o caccia di cibi delicati e simili; da tutto questo un uomo dovrebbe voltarsi con pentimento. E infatti questi peccati sono ancora più gravi di quelli legati ad un atto positivo, poiché quando l'uomo è immerso in questi, è molto difficile per lui districarsene, proprio come si dice: Lascia che i malvagi abbandonino, ecc. (Isai. 55. 7)» ;

In Bava Metzia 58b:7  ((aramaico: בבא מציעא, "La Porta Media") è il secondo dei primi tre trattati della Mishnah e del Talmud) : « GEMARA: I Saggi hanno insegnato: È scritto: “E non maltratterai [tonu] un solo uomo suo collega; e temerai il tuo Dio, poiché io sono il Signore tuo Dio ”(Levitico 25:17). Il tanna spiega: Il verso parla con riguardo al maltrattamento verbale. La baraita procede: dici che si tratta di maltrattamenti verbali [be’ona’at devarim], o forse si tratta solo di sfruttamento monetario [be’ona’at mammon]?»

In Targum Jonathan di Genesi 15,34: «Questo è uno dei quattro giudizi che furono portati davanti a Mosheh il profeta, che giudicò secondo la Parola del Santo. Di questi giudizi alcuni si riferivano al denaro e altri alla vita. Nei giudizi riguardanti il ​​denaro Mosheh fu rapido, ma in quelli che influivano sulla vita fu deliberato, e in ciascuno disse, non ho sentito, - insegnare ai principi del futuro Sinedrio a essere pronti nelle decisioni su Mammon, e deliberare in quelli che implicava la vita, né vergognarsi di chiedere consiglio in ciò che può essere difficile...» ovvero: « E Jehuda disse ai suoi fratelli: Quale profitto dovremmo avere da Mammon se uccidessimo nostro fratello e coprissimo il suo sangue?».

Nel Targum Jonathan di Esodo si dice: «Ma dovresti eleggere da tutto il popolo uomini abili che temono il Signore, uomini retti che odiano ricevere il Mammon della disonestà, e superarli come capi di migliaia, centinaia, cinquanta e decine».

Seguento queste tradizioni, la circostanza che si tratti di un demone è molto poco probabile.

LILITH - DEMONESSA DELLA TORAH COMBATTUTA DA MATUSALEMME

Nel libro della Genesi, è presentata una frase molto strana pronunciata da Adam: « Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta» [ Genesi 2,23] . 

La frase "questa volta" in ebraico  ( זוֹאתּ ‎ zô‘th [questa]   e   פַּעַם פַּעֲמָה ‎ pa‛am pa‛ămâh [seconda volta] ) che si può tradurre "questa seconda volta" o "in questo secondo caso" ,  ha fatto pensare inevitabilmente  agli esegeti ebrei che, vi fosse stato da parte di Dio un primo tentativo, non andato - diciamo - a buon fine: sarebbe stata creata una creatura dalla polvere dell' adamha - cioè della terra rossa - così come era stato creato Adam. Questa creatura , secondo le tradizioni era proprio Lilith, e le fonti ebraiche ce la presentano proprio sotto tale veste. 

Tale - creatura - oggi ritenuta maligna, era nominata nel testo sacro. Precisamente nel libro di Isaia è indicata anche una demonessa: Lilith. 

Ma questa creatura non è stata tradotta nella versione della Bibbia italiana e latina, con il proprio nome ma sostituita con una figura allegorica. Il confronto con le fonti midrasciche e talmudiche consente di poter affermare che anche la stessa fosse una vera e propria persona e non un simbolo di qualcos'altro. 

Ma partiamo prima delle fonti . 

In Isaia 34:14  si dice: «Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l'un l'altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora».  

Come il lettore nota non vi è un riferimento al demone, neanche in lingua latina , anche se il termine utilizzato nella frase  "ibi cubavit lamia, et invenit sibi requiem"  cioè quello di  " lamia "  indica sia la civetta, come anche (specialmente usato al plurale) una strega che divora i bambini. Ciò che manca nelle altre lingue è però presente in ebraico perchè per indicare le famose civette, la tanakh usa la frase: "aḵə-šām hirəgî‘â llîlîṯ ûmāṣə’â lāh mānwōḥa", utilizzando la parola  לִילִיתּ ‎ lı̂ylı̂yth, che deriva da layil lêyl layelâh  con il significato complesso di "colei che gira fuori dalla luce o che si aggira di notte". 

Su questa presenza così celata lavora la tradizione ebraica! Ella è oggi uno spirito malvagio e tentatore, indicata come: "una demonessa con il volto umano e le ali".  Si credeva che maleficasse i feti tanto è vero che   Niddah 24b:10  dice : «  § Rav Yehuda dice che Shmuel dice: Nel caso di una donna che scarica un feto che ha la forma di un lilith, un demone femmina con le ali e un volto umano, sua madre è impura con l'impurità di una donna dopo il parto ...». Può anche insediare gli uomini soli e tormentati come dice lo  Shabbat 151b: 10   dice:  «... Rabbi Ḥanina ha detto: È proibito dormire da solo in una casa e chiunque dorme da solo in una casa sarà preso dallo spirito malvagio Lilith» .

Perciò per evitare che ciò accada si invocavano i nomi dei 3 Angeli cacciatori, incaricati di Ghermirla :Senoy, Sansenoy e Semangelof, che furono inviati da Dio per riportarla da Adamo.

L'  Ozar Midrashim dell'  Alfabeto di Ben Sirah , (versione alternativa) 34 dice: « ..."Gli angeli incaricati della guarigione sono Sanoy, Sansenoy e Semangelof. Mentre Dio creò Adamo, che era solo, disse:" Non è bene che l'uomo sia solo "(Genesi 2:18). Creò anche un donna, dalla terra, come aveva creato lo stesso Adamo e la chiamò Lilith. Adamo e Lilith iniziarono immediatamente a combattere. Lei disse: "Non mi sdraierò al di sotto" e lui disse: "Non mentirò sotto di te, ma solo in alto. Perché tu sei adatto solo a stare in basso, mentre io devo essere il superiore. " Lilith rispose : "Siamo uguali gli uni agli altri in quanto entrambi siamo stati creati dalla terra". Ma non si ascoltavano l'un l'altro. Quando Lilith lo vide, pronunciò il Nome Ineffabile e volò via nell'aria. Adamo stava in preghiera davanti al suo Creatore: "Sovrano dell'universo!" disse: "la donna che mi hai dato è scappata." Immediatamente, il Santo, e benedetto, mandò questi tre angeli per riportarla indietro. "Disse il Santo ad Adamo:" Se lei accetta di tornare, ciò che è fatto è buono. In caso contrario, deve permettere che cento dei suoi figli muoiano ogni giorno. Gli angeli lasciarono Dio e inseguirono Lilith, che raggiunsero in mezzo al mare, nelle acque potenti in cui gli egiziani erano destinati ad annegare. Le dissero la parola di Dio, ma lei non desiderava tornare. Gli angeli dissero: "Ti annegheremo nel mare". "" Lasciami! " disse. "Sono stata creata solo per causare malattie ai bambini. Se il bambino è maschio, ho il dominio su di lui per otto giorni dopo la sua nascita, e se femmina, per venti giorni". "Quando gli angeli sentirono  le parole di Lilith, hanno insistito perché tornasse indietro. Ma lei giurò loro con il nome del Dio vivente ed eterno: "Ogni volta che vedo voi oi vostri nomi o le vostre forme in un amuleto, non avrò alcun potere su quel bambino". Ha anche accettato di far morire cento dei suoi figli ogni giorno. Di conseguenza, ogni giorno muoiono cento demoni e per lo stesso motivo scriviamo i nomi degli angeli sugli amuleti dei bambini piccoli. Quando Lilith vede i loro nomi, ricorda il suo giuramento e il bambino si riprende».

  • LILITH, LILIM  E SAMAEL

Ha diversi poteri, se secondo il midrashico   Bamidbar Rabbah 16:25:  durante il tempo di Mosè  « ... Lilith  ... quando non trova nient'altro, si rivolge ai bambini». Posseduti costoro divenivano - forse - Lilim o Lilin, delle creature del folklore ebraico e nella tradizione cabalistica. La tradizione antica considerava tali i bambini nati senza rispettare le regole, oppure concepiti da unioni legalizzate ma in modo contrario alle norme, ma principalmente i figli nati al di fuori dal matrimonio. Secondo le tradizioni ebraiche, concepire un figlio senza rispettare tali rigide prescrizioni, equivaleva a consentire a Lilith di entrare nel grembo della donna e prendere potere sul nascituro.

Per  Or HaChaim (La Luce della Vita), Venezia, 1742 — commentario del Pentateuco secondo i quattro metodi noti collettivamente come Pardes;)  su Genesi 49:11:3 :  Lilith e Samael  - Satana sono due aspetti del potere demoniaco. La si descrive come compagna del demone Samael, il serpente tentatore, entrambi creati contemporaneamente alla coppia Adamo ed Eva.

Ma Lilith è addirittura più forte, perchè non lascia vincere l'uomo : « ... Le forze spiritualmente negative in questo mondo sono a volte indicate come Samael a volte come il serpente. Samael è la parte maschile di quella squadra, Lilith, è la femmina. Quando viene commesso adulterio, la partner femminile viene rilasciata .... assume il predominio sul suo compagno .... Ne consegue che nello schema dei poteri del male descritto dallo Zohar, la femmina è vista come più forte del maschio. Jacob descrisse che nei suoi sogni trovava relativamente facile combattere le forze maschili, cioè Samael, mentre trovava molto più estenuante combattere le forze femminili, cioè Lilith...» e  per  Shenei Luchot HaBerit, Torah Shebikhtav, Vayishlach, Torah Ohr 17: «...Lilith è il potere che è attivo ed esercita potere solo di notte. Quando Lilith opprime le anime di notte e le consegna ai poteri gentili, questo è il "tipo di furto che strappa l'anima" che si intende con Rashi. Le anime che vengono rapite sono le anime degli ebrei che sono morti minorenni». Per questo nei ragazzi adolescenti si pensava  poi che provocasse le eiaculazioni notturne con cui genera demoni (i jinn nella tradizione arabo-islamica), comportandosi in tal modo come spirito succubo, analogo femminile dello spirito incubo maschile.

  • ORIGINE

L'origine di Lilith è descritta in un vasto numero di tradizioni, ne citiamo solo alcune. Le Leggende degli Ebrei   1:2:43  ci presentano la sua origine : «La decisione divina di dare una compagno ad Adamo soddisfaceva i desideri dell'uomo, che era stato sopraffatto da un sentimento di isolamento quando gli animali andavano da lui a coppie per essere nominati. Per bandire la sua solitudine, Lilith fu data per la prima volta ad Adam come moglie. Come lui, era stata creata dalla polvere del suolo. Ma rimase con lui solo per poco tempo, perché insisteva per godere della piena uguaglianza con il marito. Ha tratto i suoi diritti dalla loro origine identica. Con l'aiuto del Nome Ineffabile, che pronunciò, Lilith volò via da Adam e svanì nell'aria. Adamo si lamentò davanti a Dio che la moglie che gli aveva dato lo aveva abbandonato, e Dio mandò tre angeli per catturarla. L'hanno trovata nel Mar Rosso e hanno cercato di farla tornare indietro con la minaccia che, se non fosse andata, avrebbe perso ogni giorno cento dei suoi figli - demoni. Ma Lilith preferiva questa punizione a vivere con Adam. Si prende la sua vendetta ferendo le bambine, i maschietti durante la prima notte della loro vita, mentre le bambine sono esposte ai suoi disegni malvagi fino all'età di vent'anni. L'unico modo per scongiurare il male è attaccare ai bambini un amuleto con i nomi dei suoi tre angeli rapitori, perché tale era stato l'accordo tra loro». La donna destinata a diventare la vera compagna dell'uomo fu tolta dal corpo di Adamo, perché "solo quando il simile è unito al simile l'unione è indissolubile". La creazione della donna dall'uomo è stata possibile perché Adamo originariamente aveva due volti, che erano stati separati alla nascita di Eva.

  • LILITH E MATUSALEMME

Interessante infine, la relazione esistente tra Lilith e Matusalemme, il quale prende il nome dalla spada usata per combatterla.  Methuselah in ebraico significva infatti uomo del giavellotto o morte per mezzo di spada.   Il verbo מות (mut) significa infatti morire o uccidere. I sostantivi מות (mawet), ממות (mamot) e תמותה (temuta) significano morte. In una teologia che operava perpendicolarmente a ciò che adorava la vita, la morte era venerata sotto i nomi di Mot e Mawet. Nelle  "Leggende degli Ebrei 1:3:6: « DISCENDENTI DI ADAMO E LILITH vie è narrata la storia di questo combattimento 

-...METHUSELAH - Dopo la traduzione di Enoc, Methuselah fu proclamato governatore della terra da tutti i re. Seguì le orme di suo padre, insegnando la verità, la conoscenza e il timore di Dio ai figli degli uomini per tutta la vita, e non deviando dal sentiero della rettitudine né a destra né a sinistra. Ha liberato il mondo da migliaia di demoni, la posterità di Adamo che aveva generato con Lilith, la diavolessa dei diavoli. Questi demoni e spiriti maligni, tutte le volte che incontravano un uomo, avevano cercato di ferirlo e persino di ucciderlo, finché Methuselah non apparve e supplicò la misericordia di Dio. Trascorse tre giorni a digiuno, e poi Dio gli diede il permesso di scrivere il Nome Ineffabile sulla sua spada, con la quale uccise novantaquattro miriadi di demoni in un minuto, finché Agrimus, il primogenito di loro, venne da lui e lo pregò di desistere, consegnandogli allo stesso tempo i nomi dei demoni e dei folletti. E così Methuselah mise i loro re in catene di ferro, mentre i rimanenti fuggirono e si nascosero nelle camere più interne e nei recessi dell'oceano. Ed è a causa della meravigliosa spada con cui furono uccisi i demoni che fu chiamato Methuselah. Era un uomo così pio che compose duecentotrenta parabole in lode di Dio per ogni parola che pronunciava. Quando morì, le persone udirono un grande trambusto nei cieli e videro novecento file di persone in lutto corrispondenti ai novecento ordini della Mishnah che aveva studiato, e le lacrime scorrevano dagli occhi degli esseri santi giù sul posto dove è morto. Vedendo il dolore dei celestiali, anche le persone sulla terra piansero per la scomparsa di Matusalemme, e Dio li ricompensò per questo. Aggiunse sette giorni al tempo di grazia che aveva ordinato prima di portare la distruzione sulla terra mediante un diluvio di acque.

SCHEMAZAI lIL DEMONE PENTITO E LA SECONDA CADUTA DEGLI ANGELI

DATI TESTUALI NELL’EPISTOLARIO APOSTOLICO CONFERMEREBBERO UNA SECONDA CADUTA ANGELICA DOPO QUELLA DI SATANA, COMPIUTA DAGLI ARCI DEMONI SCHEMAZAI E AZAZEL

Il  motivo di questa seconda caduta sarebbe stata la volontà di creare degli esseri speciali, dalle donne cainite, le quali si erano ribellate a Dio vivendo nel più completo disprezzo di ogni sacramento. 

Tale motivazione, assente dal testo della Tanakh è però presente nella variante Targumica di Jonathan Ben Uzziel e proprio al verso 6 della Genesi ove si dice che gli angeli che caddero  dal loro luogo santo in cielo videro le figlie delle generazioni di Caino  camminare nude, con gli occhi dipinti  come prostitute, e si smarrirono dietro di loro,   e presero mogli tra loro , com'è scritto : "E i figli di Dio videro le figlie degli uomini che erano belle; e ne presero moglio quante ne vollero" . In particolare il Targum aggiunge il nome di 2 Angeli protagonisti di questa vicenda: « Cap. VI. 1 E fu che quando i figli degli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra, e nacquero loro delle figlie belle; e i figli dei potenti videro che le figlie degli uomini erano belle, e colorite, e con capelli arricciati, e si lasciavano condurre dall'istinto della carne, e con l'istonto verso il male; se ne presero per mogli di tutte coloro che ne vollero...Shemhazai e Uzziel, che sono i caduti dal cielo, erano sulla terra in quei giorni; e anche dopo i figli di Dio  erano andati con le figlie degli uomini, si mostrarono a loro: e questi sono coloro che sono chiamati uomini che sono del mondo, uomini di nome (famosi, eroi)». Tali credenze non costituivano soltanto un elemento isolato dei targumin ma anche la fonte di continui midrashim, e di tradizioni entrate nella dimensione liturgico-psicologica del mondo ebraico. Si trovano incluse sia nella Pirkei DeRabbi Eliezer 22:1, la quale ospita diverse opinioni di rabbini ebrei, spiegando che: « Il rabbino Meir ha detto: Le generazioni di Caino andarono in giro completamente nude,  uomini e donne, proprio come le bestie, e si contaminarono con ogni sorta di immoralità, un uomo con sua madre o sua figlia, o la moglie di suo fratello,  o la moglie del suo prossimo, in pubblico e per le strade, con l'inclinazione malvagia che è nel concetto del loro cuore,  come è detto: "E il Signore vide che la malvagità dell'uomo era grande sulla terra" (Genesi 6: 5). Rabbi disse: Gli angeli che caddero  dal loro luogo santo in cielo videro le figlie delle generazioni di Caino  camminare nude, con gli occhi dipinti  come prostitute, e si smarrirono dietro di loro,   e presero mogli di mezzo, com'è disse: "E i figli di Elohim videro le figlie degli uomini che erano belle; e presero loro mogli di tutto ciò che scelsero" ... Rabbi Zadok disse: Da loro nacquero i giganti (Anakim),  che camminavano con orgoglio nel loro cuore,  e che stendevano la mano a tutti (i tipi di) rapina e violenza e spargimento di sangue,  come si dice , "E là vedemmo i Nefilim,  i figli di Anak" (Num. 13:33); e dice: "I Nefilim erano sulla terra in quei giorni" (Gen. 6: 4). Rabbi Joshua ha detto: " Gli Israeliti sono chiamati "Figli di Dio",  come è detto: "Voi siete i figli del Signore vostro Dio" (Deut. 14: 1). Gli angeli sono chiamati "Figli di Dio", come si dice: "Quando le stelle del mattino cantavano insieme e tutti i figli di Dio gridavano di gioia" (Giobbe 38: 7);  e mentre erano ancora nel loro luogo santo in cielo, questi furono chiamati "Figli di Dio", come si dice, "E anche dopo ciò, quando  i figli di Dio vennero dalle figlie degli uomini e partorirono loro dei figli; gli stessi divennero gli uomini potenti, che erano antichi, uomini famosi "(Gen. 6: 4) " . Oltre alla pirke, anche le "leggende degli ebrei" riflettono queste tradizioni. In particolare  LA PUNIZIONE DEGLI ANGELI CADUTI è narrata in  "Leggende degli Ebrei  1:4:9 e ss" ove si dice che: « Cresciuto fino all'età adulta, Noè seguì le vie di suo nonno Matusalemme , mentre tutti gli altri uomini del tempo insorsero contro questo pio re. Lungi dall'osservare i suoi precetti, perseguirono l'inclinazione malvagia dei loro cuori e perpetrarono ogni sorta di azioni abominevoli. Principalmente gli angeli caduti e la loro gigantesca posterità hanno causato la depravazione dell'umanità. Il sangue versato dai giganti gridò al cielo dalla terra, e i quattro arcangeli accusarono gli angeli caduti e i loro figli davanti a Dio, dopodiché diede loro i seguenti ordini: Uriel fu mandato a Noè per annunciargli che la terra sarebbe stata distrutto da un'alluvione e per insegnargli come salvare la propria vita. A Raphael fu detto di mettere in catene l'angelo caduto Azazel, gettarlo in una fossa di pietre aguzze e appuntite nel deserto di Dudael e coprirlo con le tenebre, e così doveva rimanere fino al grande giorno del giudizio, quando sarebbe gettato nella fossa ardente dell'inferno, e la terra sarebbe stata guarita dalla corruzione che aveva escogitato su di essa. Gabriele fu incaricato di procedere contro i bastardi e i reprobi, i figli degli angeli generati con le figlie degli uomini, e di farli precipitare in conflitti mortali tra loro. Il genere di Shemhazai fu consegnato a Michele, che per primo li fece assistere alla morte dei loro figli nel loro sanguinoso combattimento tra loro, e poi li legò e li inchiodò sotto le colline della terra, dove rimarranno per settanta generazioni, fino al giorno del giudizio, per essere portato di là nell'infuocato pozzo dell'inferno. La caduta di Azazel e Shemhazai avvenne in questo modo. Quando la generazione del diluvio iniziò a praticare l'idolatria, Dio fu profondamente addolorato. I due angeli Shemhazai e Azazel si alzarono e dissero: "O Signore del mondo! È accaduto ciò che avevamo predetto alla creazione del mondo e dell'uomo, dicendo: 'Che cos'è l'uomo, che te ne ricordi? ' "E Dio disse:" E che ne sarà del mondo ora senza l'uomo? " Al che gli angeli: "Noi ce ne occuperemo". Allora Dio disse: "Ne sono ben consapevole, e so che se abiti sulla terra, l'inclinazione al male ti sopraffarà e sarai più iniquo che mai uomini". Gli angeli implorarono: "Concedici solo il permesso di dimorare tra gli uomini, e vedrai come santificheremo il tuo nome". Dio cedette al loro desiderio, dicendo: "Scendi e soggiorna tra gli uomini!" Quando gli angeli vennero sulla terra e videro le figlie degli uomini in tutta la loro grazia e bellezza, non poterono trattenere la loro passione. … Shemhazai e Azazel, tuttavia, non furono scoraggiati dallo  stringere alleanze con le figlie degli uomini, e nacquero i primi due figli. Azazel iniziò a ideare le raffinatezze e gli ornamenti per mezzo dei quali le donne seducono gli uomini. … Shemhazai allora fece penitenza. Si è sospeso tra il cielo e la terra, e in questa posizione di peccatore penitente è appeso ancora oggi. Ma Azazel persistette ostinatamente nel suo peccato di sviare l'umanità per mezzo di allettamenti sensuali. Per questo motivo due capri furono sacrificati nel Tempio nel Giorno dell'Espiazione, uno per Dio, che perdona i peccati di Israele, l'altro per Azazel, che porta i peccati di Israele. A differenza di Istehar, la pia fanciulla, Naamah, la bella sorella di Tubal-Cain, ha portato gli angeli fuori strada con la sua bellezza, e dalla sua unione con Shamdon è scaturito il diavolo Asmodeus. Era spudorata come tutti gli altri discendenti di Caino e incline alle inclinazioni bestiali. Le donne Cainite e gli uomini Cainiti avevano l'abitudine di camminare nudi all'esterno e si abbandonavano a ogni immaginabile maniera di pratiche oscene. Di queste c’erano le donne la cui bellezza e il fascino sensuale tentavano gli angeli dal sentiero della virtù. Gli angeli, d'altra parte, non appena si ribellarono a Dio e scesero sulla terra, persero le loro qualità trascendentali e furono investiti di corpi sublunari, così che divenne possibile l'unione con le figlie degli uomini. I discendenti di queste alleanze tra gli angeli e le donne cainite erano i giganti, noti per la loro forza e la loro peccaminosità; come indica il loro stesso nome, Emim, ispiravano paura. Hanno molti altri nomi. A volte si chiamano Rephaim, perché uno sguardo a loro fa indebolire il cuore; o con il nome Gibborim, semplicemente giganti, perché le loro dimensioni erano così enormi che la loro coscia misurava diciotto ell; o con il nome Zamzummim, perché erano grandi maestri in guerra; o con il nome Anakim, perché hanno toccato il sole con il collo; o con il nome Ivvim, perché, come il serpente, potevano giudicare le qualità del suolo; o infine, con il nome Nephilim, perché, portando il mondo alla sua caduta, caddero loro stessi».


Queste tradizioni entrarono a far parte dei Cicli di Enoc etiopico, presto espunte della canonicità ebraica e cristiana. Eppure   la lettera dell’Apostolo Giuda, la seconda lettera di Pietro ed infine la lettera agli ebrei di San Paolo, riportano pedissequamente numerosi passi dell’ Enoc etiopico, in ciò dimostrando che essi conoscessero questo testo e il suo insegnamento ed in particolare, per quel che ci riguarda, la dottrina degli Angeli ivi presente. 

È notorio infatti che l’apostolo Giuda autore della lettera apostolica in almeno 3 parti dell’epistola, abbia pedissequamente richiamato il testo enochino:

  • Gd 1,5 Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d'Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno
  • Gd1,8 Ugualmente, anche costoro, come sotto la spinta dei loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri gloriosi. L'arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!
  • Gd 1,14 Profetò anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui»

Anche San Pietro pare aver conosciuto queste tradizioni visto che nella sua seconda lettera ne cita l’insegnamento, identico a quello di Giuda (peraltro secondo alcuni sarebbe stato Giuda ad aver attinto direttamente da Pietro) :

  • 2 Pt2,4   Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell'inferno, serbandoli per il giudizio; non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi

Addirittura mostra di conoscere questo testo anche S. Paolo, che cita espressamente il profeta Enoc, dicendo di lui che sarebbe stato traslato in Cielo: « Ebr 11,5:Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano». 

LA LETTERA DI GIUDA è però lo scritto che presenta maggiori influenze , tanto che in passato se ne mise in discussione la canonicità, proprio per aver fatto riferimento, al suo interno,  ad un testo non canonico. Notiamo da subito che il quinto versetto, sembrerebbe riprodurre la vicenda della caduta degli Angeli di Enoc, che furono legati in eterno da Dio, dopo aver peccato con le donne e prodotto i giganti.

  • Gd 1,5 “… gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno …”,

ciò perché non vi è in nessuna parte del Vecchio Testamento una idea simile, ma la stessa si mostra per la prima volta, in modo originale in questa epistola apostolica. La citazione pedissequa di Enoc giunge però al quattordicesimo versetto dove si dice: 

  • Gd 1,14 Profetò anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui»

perchè in tale passo viene proprio citato 1 Enoch 1,9, in quanto l’espressione “con le sue miriadi di angeli”, che lui traduce “schiere”, in realtà in greco è letteralmente “con diecimila suoi santi”  Ma le concordanze non finiscono qui perchè continuando poi l’esame comparato di queste fonti, correttamente Matteo Fossati, analizzando il successivo versetto 16 della lettera apostolica di Giuda, e cioè:

  • Gd 1,16: Sono sobillatori pieni di acredine, che agiscono secondo le loro passioni(o lamentosi sobillatori prostrarti ai propri istinti); la loro bocca proferisce parole orgogliose (arroganti bestialità)  e adulano le persone per motivi interessati (mentre blandiscono adulanti chiunque li ricambi con una ricompensa.

precisa in nota rubricata “Pronuncia arroganti bestialità” (lalei operogka)” che in questo luogo : “…. l’autore recupera a modo suo il senso dell’accostamento enochino hegala kai oklhra lalein     ossia, “pronunciare parole grosse e dure” (presente nel testo greco di 1 Enok 5,4 e 101,3) che nella citazione formale di Enoch 1,9 aveva tralasciato…”.

SU 2 PIETRO

allorché [Enoc 10,4-12],  il Signore, raggiunto dalle preghiere degli Arcangeli:

  •  “… disse a Raffaele: ―Lega Azazel mani e piedi e ponilo nella tenebra, spalanca il deserto che è in Dudael e ponilo colà. E ponigli sopra pietre tonde ed aguzze e coprilo di tenebra! E stia colà in eterno e coprigli il viso a che non veda la luce! E, nel grande giorno del giudizio, sia mandato al fuoco!
  •  “… disse a Michele: ―Annunzia a Semeyaza ed agli altri che, insieme con lui, si unirono con le donne per corrompersi, con esse, in tutta la loro impurità: quando tutti i loro figli si trafiggeranno a vicenda, e quando vedranno la morte dei loro cari, legali per settanta generazioni sotto le colline della terra fino al giorno del loro giudizio e della loro fine, fin quando si compirà l'eterna condanna (opp. l'eterno giudizio).  E, allora, li porteranno nell'inferno di fuoco e saranno chiusi, per l'eternità, in tormenti e in carcere. E quando (Semeyaza?) brucerà e si estinguerà, da allora, insieme con loro, essi saranno legati fino alla fine delle generazioni …”.

I 12 ARCANGELI PRIMORDIALI E LA LORO SCISSIONE


Dal confronto tra le fonti bibliche , soprattutto neotestamentarie, mistiche e di tradizione ebraica sembrerebbe sussistere il convicimento che anticamente Dio avesse creato un primo gruppo angelico di grande potenza, costituito solo da 12 Angeli primordiali.

Essi costituivano la più alta Gerarchia Angelica, sotto il cui comando si sarebbero trovati tutti gli altri Angeli. La loro potenza era inimmaginabile, come lo stesso Padre Lamy a questo proposito, grande mistico francese, che vedeva gli angeli ed in particolare il suo protettore l'arcangelo san Gabriele, afferma dicendo: «Non possiamo immaginare l'immenso potere di un arcangelo. La natura di questi spiriti, anche quando sono condannati, è notevolissima... Un giorno insultai Satana, dicendogli: sporca bestia. Ma san Gabriele mi disse: non dimenticare che è l'arcangelo caduto. è come un figlio di una famiglia molto nobile decaduto per i suoi vizi. Egli non è rispettabile in se stesso ma bisogna rispettare la sua famiglia in lui. Se si risponde ai suoi insulti con altri insulti è come una guerra tra gente bassa. Bisogna attaccarlo con la preghiera» .

La stessa rivelazione, presente nel Testo Sacro seppur in modo indiretto e nelle rivelazioni di questo mistico è stata esplicitata anche nei testi profetici di due famose e controverse mistiche, Terese Neumann e Gabriele Bitterlich.

La  Neumann il 29 settembre 1928 ebbe una visione della ribellione e caduta degli Angeli rivelando: [1]  «  Oggi, festa dell' Arcangelo San Michele, Teresa contempla il mondo angelico (luminose figure di adolescenti, vestiti di ampie vesti di luce d'un bianco scintillante), dispiegandosi in diversi ordini, CON 12 ARCANGELI AL VERTICE. All'inizio, gli angeli sono ancora tutti belli e buoni, e cantano. Poi sorge una lotta in gesti, parole e movimenti, durante la quale circa un terzo degli spiriti angelici si oscura ed anche quattro tra di essi. Allora gli angeli rimasti luce e gli angeli diventati oscurità si dispongono in due eserciti pronti al combattimento, gli angeli scuri sotto la guida del più potente degli arcangeli, ed i buoni sotto il comando di colui che viene subito dopo di lui in dignità e che li riunisce al grido di Michaël! La lotta prosegue fino al momento in cui gli angeli buoni respingono i cattivi nelle profondità. E gli spiriti vittoriosi intonano con allegrezza: "Kadosch, kadosch, kadosch" ». 

Anche la controversa Gabriele Bitterlich, pseudo – fondatrice dell’Ordine dei Santi Angeli c.d. Opus Angelorum (oggi ordine perfettamente riconosciuto dal Vaticano, ma senza le visioni della fondatrice), in uno scritto a lei attribuito descrive San Michele come segue:  «Un tempo egli era uno dei dodici Arcangeli, tutori della terra, prima che Lucifero provocasse la scelta o decisione di tutti gli Angeli…» . 

Tale conoscenza  mistica trovasi in modo diretto presente nelle visioni però del Beato Amadeo da Sylva e di Maria Lataste

 Nella IV estasi della sua Apocalittica Amadeo riceve quasta drammatica spiegazione dall' Arcangelo Gabriele: «Lo stesso Michele, in persona, non viene inviato se non per l’aiuto e la salvezza di tutto il popolo. Egli infatti, è il primo di tutti noi, io lo seguo, noi non siamo separati né per natura, né per Coro o secondo Gerarchia. Io sono il secondo Serafino, lui è il primo che è a tal punto nobile che non può essere più nobile di quanto è. Lucifero fu della nostra medesima specie, per questo motivo da voi è detto “supremo”, poiché fu della suprema specie che possa esser creata dal nostro Dio di cui hai udito altrove.  Michele, di conseguenza, non fu reso Principe di tutti gli Angeli da un Coro inferiore, come alcuni sciocchi tra i vostri uomini ritengono, ma per natura è il primo, poiché nella prima specie, che può essere creata fu creato primo individuo di quella. Infatti nelle specie (suddivise), come non pochi di voi opinano, non vi è un procedere all’infinito. La prima specie che può essere creata, è creata e il primo Angelo è creato. Quella non può essere creata maggiore. I vostri dottori dunque, i quali dicono che a qualunque bene dato per finito può esser dato di più, non dicono bene, poiché (non) può essere immaginato di più di ciò che non si può fare o dare» .

 Lo stesso Cristo Signore ebbe a rivelarlo alla veggente suor Maria LAtaste  grande mistica francese del secolo XIX. Nel Libro IV° delle sue Rivelazioni Mistiche [1] , intitolato – GLI ANGELI E GLI UOMINI - , al Capitolo 6°, si riporta il seguente dialogo di Nostro Signore: «…Figlia mia, ti ho parlato dell’angelo custode, oggi voglio parlarti di Lucifero. Lucifero era il più perfetto degli spiriti celesti; perccò d’orgoglio, trascinò con sé anche gli altri angeli ribelli, e vuole da allora trascinare a sé tutti gli uomini. Il nome Lucifero significa portatore di luce. Questo nome indica la grandezza della perfezione e la bellezza perfetta di questo angelo. Apparteneva al livello più vicino a Dio e tra gli angeli di livello superiore era tra i più perfetti. Dico uno dei più perfetti, perché c’erano altri la cui perfezione non era inferiore alla sua. Dico anche uno dei più perfetti, perché non c’era nessuno che avesse una perfezione più grande della sua…».

C'è da dire che, riguardo la loro posizione gerarchica nessuna dottrina può essere universlmente esatta, in quanto molto spesso le fonti scaturiscono da esorcismi, i quali non costituiscono per la Chiesa una fonte dottrinaria.

Eppur tuttavia, questi nomi ricorrono in molte estasi e molte visioni mistiche e dunque potrebbero essere esatti; anche perchè sono biblicamente presenti nel testo evangelico e in quello vetero - biblico.

Secondo una particolare teoria, condotta da mons. Friederick Faber, anche il demone dell' Avarizia, Mammon sarebbe combattuto da un altro Arcangelo scritturistico San Gabriele. Ciò per la circostanza che Gabriele conduce la notizia della venuta del Verbo , nell'umiltà dell'esistenza umana e non nella ricchezza. Dunque quando Cristo Signore afferman: «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona», rivelerebbe che i due Angeli, Gabriele Principe dell'umiltà e Mammon dell' avarizia sono contrapposti.

 

Carmine Alvino