MISTERI IGNOTI DI MARIA: IL DOGMA UNIVERSALE DELL'IMMACOLATA E LA SUA MANCATA PROCLAMAZIONE. MARIA E' STATA DOGMATICAMENTE RESA ALTERNATIVA AL PECCATO ORIGINALE? Cerchiamo di capirci qualcosa di più

 

di Carmine Alvino

 

IL DOGMA DELL’IMMACOLATA UNIVERSALE E LA SUA MANCATA PROCLAMAZIONE!

INDAGHIAMO SU QUESTO MISTERO

 

Un FRAINTENDIMENTO TEOLOGICO pare aver subordinato il concepimento immacolato di Maria alla costituzione ontologica del peccato originale, almeno come sembrerebbe dalla lettura della definizione.  

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 Il dogma dell’Immacolata Concezione, costituisce la verità teologica forse più dibattuta e contrastata in tanti secoli di Cristianesimo a conferma che la sua definizione risulta immensamente difficile e complessa anche agli stessi teologi.

Esso fu proclamato da Pio IX l’8 dicembre del 1854,  e propone come verità di fede divina rivelata  la dottrina che sostiene che “la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale” .

Nel Vangelo di Luca, in effetti, si fa chiaramente differenza tra Maria Vergine e gli altri Consacrati di Cristo.

Racconta infatti il Santo Medico e Artista, nel suo Evangelo, che “Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria .Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” [Lc 1,27-28].

Maria dunque è “già” piena di grazia all’ingresso di San Gabriele nella sua stanzetta e non viene “colmata” dalla grazia successivamente, come anche si dice in seguito, per gli altri consacrati a Cristo (come ad esempio avviene al versetto 40 e ss : “In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo”),  se non a motivo del concepimento anche del Santo Pargolo Gesù nel suo santissimo ventre, cosa che Ella doveva accettare o meno per la salvezza del genere umano.

Questa proclamazione fu peraltro confermata dalla stessa Madonna, qualche anno più tardi a Santa Bernadette.

Alla domanda della veggente “Signorina, volete avere la bontà di dirmi chi siete per piacere?” La Madonna stessa, alla quarta volta,  ricongiungendo le mani all’altezza del petto e alzando gli occhi al cielo disse: “Que soy era Immaculada Concepcion (Io sono l’Immacolata Concezione)”.

La definizione di questo Dogma non ha trovato, tuttavia, nonostante il rispetto che ogni cristiano deve alla Madre di Dio e al Santo Pontefice, l’unanimità dei consensi in ambito cattolico.

Difatti vi è ancora una frangia, neanche troppo piccola di fedeli che apertamente osteggia questa proclamazione di Maria, non riconoscendo in Lei tale dogma in quanto, a loro dire, tale verità non sarebbe presente all’interno del Sacro Deposito Ecclesiastico. 

Senza scendere troppo nei particolari e non tediare dunque il nostro amato lettore, l’origine della formulazione di questo dogma risale ad un grande teologo francescano, vissuto nel XIII secolo.

 Si tratta del Beato Duns Scoto, chiamato così perché nato in Scozia. Studiò nell’università più importante del suo tempo, quella di Parigi, e, conseguiti brillantemente i gradi accademici, insegnò teologia in Inghilterra e poi in Francia e Germania. Papa Giovanni Paolo II  lo definì “cantore dell'Immacolata Concezione”. L’argomento da lui elaborato è tecnicamente definito “redenzione preservativa”. Siccome la mediazione salvifica di Cristo è stata perfetta, questa perfezione comporta che almeno una creatura sia stata preservata in anticipo, ancora prima del suo concepimento, dal peccato originale. Questa creatura purissima è la Madre del Signore, cui si addiceva il “non plus ultra” della santità proprio a motivo della sua missione nella storia della salvezza. Ecco le parole di Scoto: “Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale”[1].

Seguirono molti secoli, in cui il dogma fu a tratti riconosciuto e a tratti osteggiato, certamente non ben capito.

Nel 1471, il Beato Amadeo francescano, in un momento di grande critica di questo dogma, profetizzò la sua futura proclamazione ad opera del Papa, ed anzi nella sua Apocalittica, con l’aiuto dell’Arcangelo Gabriele, riuscì addirittura a dare una spiegazione approfondita di questa verità:

Ti dico che Dio, come sua  prima intenzione , abbia voluto che il Suo Verbo assumesse la carne da una tale Vergine e che la stessa fosse sempre immacolata, senza alcuna condizione, con il consenso assoluto della sua volontà... E non c’è nessuno che per qualche tempo nella sua eternità, Dio non abbia avuto come un esule e come un suo nemico, tranne questa della quale parliamo, Signora di tutti quanti noi, che non solo da quell’attimo nel quale cominciò ad esistere ma, innanzi all’immensità dell’eternità divina, sempre stette gradita e accolta innanzi al Suo Volto ... " [Quarta Estasi].

Ed ecco perché alle “TRE FONTATE” a Roma , Maria stessa rivelò al veggente  Bruno Cornacchiola:

Sono colei che sono nella Trinità divina”, cioè sono la Donna resa Perfetta, dall’assolutezza della prescelta di Dio, che l’immaginò così all’inizio del suo infinito essere. Non solo concepita senza il peccato originale, ma anche senza alcuna forma di peccato successivo o meramente eventuale. Dio l’esaminò dall’inizio dei secoli, e la trovò completamente rispondente alla sua Volontà Divina, nella Sua Trinità,  perché essa non dispiacque mai a Dio, non fu mai sua nemica.  Ecco che allora, dall’inizio dei secoli, Ella fu così “preservata” da questo tocco fatale, e dunque fu salvata conseguentemente in modo universale, onde evitare che la conseguente caduta dell’uomo la sfiorasse.

Ciò significa, che Ella non fu mai invisa, mai nemica a Dio, e che quando avvenne il peccato dei nostri progenitori, la stessa rimase tale e intatta, nella mente di Dio come l’aveva immaginata. In breve sarebbe stata Immacolata con o senza il peccato di Adamo!

Il Diavolo non potè toccarla, poiché Ella era ormai fuori dalla sua portata, dalla sua concezione, dalla sua vista spirituale, dalla sua opera di corruzione.  L’oppositore, aveva corrotto tutto il ramo di Adamo, la sua progenie, attraverso una comunione spirituale e carnale con i primi parenti, con la promessa di conferire loro tutto il suo sapere, tutta la sua potestà, cosa che l’Apocalisse di San Giovanni ci rivela bene parlandoci dell’Anticristo, ovvero il vero e proprio depositario della malvagità di Satana, che discende dal ramo corrotto di Adamo.  Sorpreso rimase tuttavia il demonio, quando la Vergine venne al mondo, senza quella corruzione, senza quel peso, poiché eternamente preservata da Dio. Dalla stessa nuova Eva, si sarebbe generata nuovamente l’umanità, poiché Dio avrebbe associato l’umanità incontaminata come in origine, quale era Maria, al suo virgulto purissimo.

L’Apocalypsis Nova afferma con decisione il Dogma dell’Immacolata Concezione, ma lo declina dunque in modo molto più efficace in quanto, la previsione della sua salvezza ebbe carattere universale e fu posta nella mente di Dio, prima di tutti i secoli, prescindendo in modo assoluto dalla caduta dell’uomo e d’altra parte ancora una volta il beato Amadeo viene confermato dalla Medesima Madonna.

 Peraltro su questa definizione concordano anche SANTA BRIGIDA, la quale così parlò di Maria, nel 1° (Sermone Angelico) della Domenica ,alla Lezione Prima (Capitolo 1) Assoluzione: La Vergine alla somma Trinità gratissima ci tuteli con la prece sua santissima: “O Maria, vergine purissima e fecondissima madre, questa cose sei tu! Perché in tal modo fosti presente al divino cospetto prima di essere creata, e poi dai suddetti elementi, così puri e gloriosi, avesti materiato il tuo benedetto corpo. Così infatti eri presente davanti a Dio prima della tua creazione, come poi meritasti di esser fatta; e perciò fin dal principio eccellevi su tutte le cose da creare davanti al cospetto di Dio, per la sua divina compiacenza.”, ed anche nelle “Rivelazioni Celesti” al Libro Primo, Capitolo Quarantaduesimo : “Infine per la carità Iddio mi è tanto vicino  che chi vede Dio vede anche me e può in me vedere la divinità e umanità come in uno  specchio e me in Dio.  Chiunque infatti vede Dio, vede tre Persone. La Divinità poi mi prese anima e corpo e  mi riempì d'ogni virtù, talmente che non c'è virtù in Dio che non risplenda in me, sebbene  lo stesso Dio sia Padre e datore di tutte le virtù. Come infatti avviene che in due corpi,  assieme uniti, quel che riceve uno l'abbia anche l'altro, così fece Dio con me. Così non v'è  dolcezza che non sia in me. Come chi avendo il più, ne fa parte a un altro. L'anima mia e il  mio corpo sono più puri del Sole e più chiari d'uno specchio. E come in uno specchio si  vedrebbero, posto che fosse possibile, le tre Persone, così nella purità mia si può vedere il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Io difatti ho avuto il Figlio nel mio grembo con la Divinità. Così Egli è visto in me, Dio - uomo, come in uno specchio, perché sono stata  glorificata. Perciò, sposa del Figlio mio, studiati di imitare la mia umiltà e non amare altri  che il Figlio mio”.

 Perfino, la venerabile Maria D’Agreda nella sua Mistica Città di Dio, al capitolo - Nella creazione di tutte le cose, l'Altissimo ebbe presente Cristo Signore nostro e la sua santissima Madre; elesse e favorì il suo popolo rappresentando questi misteri – 133”, rivelò che : “… Quando Dio pensava nella sua mente divina la creazione di tutto il mondo, era presente con la sua santissima Madre. In quell'istante, infatti, non vi era solo il Figlio coll'eterno Padre e lo Spirito Santo nell'unità della divina natura, ma anche l'umanità che doveva assumere era presente al primo posto di tutto il creato, prevista e ideata nella mente divina del Padre, in unione con l'umanità della sua Madre santissima, che gli avrebbe dato la sua stessa carne. In queste due persone furono previste tutte le sue opere. Da ciò l'Altissimo si sentiva come obbligato a non tener più conto, secondo il nostro modo di parlare, di tutto quello con cui il genere umano e gli angeli caduti avrebbero potuto disobbligarlo dal procedere alla creazione di tutto il rimanente del mondo e delle creature che stava facendo a servizio dell'uomo. L'Altissimo guardava al suo Figlio unigenito fatto uomo e alla sua santissima Madre, come a modelli che egli aveva formato con la grandezza della sua sapienza e del suo potere per avvalersene come di originali, dei quali il genere umano sarebbe stato una copia…”.

Secondo la dottrina cattolica e la mistica cristiana, dunque, Maria, sarebbe stata predestinata alla salvezza “Ab Aeterno sine conditione” [dall’eterno senza alcuna condizione]  e per questo, in virtù di questa sua divina elezione, in vista della nascita immacolata del Verbo, sin dal primo istante del suo concepimento fu resa immune da “ogni peccato”.  Come vede il nostro caro lettore, la dottrina del peccato originale non ha nulla a che fare, se non secondariamente, con il suo immacolato concepimento.

Dio - per utilizzare le parole del beato Amadeo e della Venerabile Maria d’ Agreda -  volle che Maria,  fosse concepita senza alcuna macchia nella  sua  prima intenzione, sia che l’uomo fosse o non fosse caduto in peccato d’origine!

Volle, sin dal primo istante,  che il Suo Verbo assumesse la carne da una tale Vergine e che la stessa restasse sempre immacolata - senza alcuna condizione - con il consenso o beneplacito assoluto della sua volontà.  È fondamentale la differenza, dunque, per quanto riguarda il Suo Immacolato Concepimento,  tra:

 “volontà assoluta” –  o  ab aeterno – e
 “volontà ordinata”  – o  cum conditione.

differenza , quest’ultima ben descritta anche dalla esimia teologa e studiosa Anna Morisi, a pag.  44 del suo Celebre “Apocalypsis Nova, ricerche sull’origine e formazione del testo dello Pseudo Amadeo” che sfugge o pare sfuggire al comune sentire.

E qui, le estasi dell’Amadeo ci portano a fare alcune precisazioni sul dogma, che rimandano ad una medesima accezione:

  • Maria era già immacolata prima della caduta di Adamo.
  • Maria era già immacolata dopo la caduta di Adamo.
  • Maria sarebbe stata immacolata con o senza la caduta di Adamo

L’Immacolata Concezione di Maria, dunque,non significa solo assenza di peccato originale, ma assenza di qualsiasi macchia di peccato (precedente e successiva), e dunque anche del peccato originale.

Queste accezioni ci dicono, che il suo carattere Immacolato, non coincide con il Peccato Originale, ma con un atto originario di elezione divina, che diviene redentivo nel solo senso che, provenendo il corpo di Maria dal medesimo progenitore, ormai macchiato dal peccato di origine, che per lui era peccato attuale, anche la stessa avrebbe potuto peccare, ma ciò non è avvenuto, in vista dei meriti del Figlio, che la preservò da tale corruzione. Dunque nessuna più di lei e stata salvata e possiamo dire che – Dio abbia salvato tutti per poter salvare lei. Difatti, avendo visto Dio, dall’infinita sua essenza, e dall’inizio dei secoli, che a causa della caduta dell’uomo, la carne si sarebbe corrotta, non volto le spalle all’umanità, ma volle, con un secondo atto di Sua volizione, assumere ancora la medesima umanità, dalla stessa madre, già prescelta, che però rese immune a questa corruzione, proprio in virtù della sua venuta e dei suoi meriti.

Ma questa è solo la conseguenza “o condizione” del suo essere immacolato, ma non la sua costituzione Ontologica, che coincide con l’atto di divina elezione originario. La differenza, cari e amati lettori, è molto sottile e di non facile comprensione.

 In sostanza, è stato proclamato un dogma dell’Immacolata Concezione, “cum conditione” o “ex voluntate ordinata”  ovvero solo secondaria, rispetto ad Dogma dell’Immacolata Concezione , definito come “atto assoluto” e originario di elezione divina cioè “ex voluntate absoluta”.

Conseguentemente, Maria e Cristo vengono vincolati e subordinati all’essenza ed esistenza del peccato d’origine, mentre questa conseguenza o condizione, fu voluta da Dio, ma solo in seguito al già previsto peccato dell’uomo e alla volontà di redimerlo.

Alla luce di quanto riferito, possiamo confrontare queste definizioni, con il dogma proclamato nel XIX secolo,

la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale.

Non notate cari AMICI , ora, la differenza sostanziale, l’ incongruenza con quanto affermato prima, non si nota quanto fortemente viene ridimensionata la sua dignità di Madre? Tale formulazione infatti,  risulta essere riduzionistica e non completamente congruente con il dogma, finendo per spiegare soltanto, un lato, seppur estremamente nobile di questa verità.

In sostanza l’Immacolata Concezione di Maria viene ad essere identificata  e a costituirsi come alternativa al Peccato d’Origine, cioè mediante un secondo e non primo atto di elezione divino, come viene spiegato dalla mistica cristiana.   E a questo punto risulta naturale il fraintendimento di molti, che non comprendono appieno la portata dell’Essenza di Maria.

L’immacolata concezione è stata trasformata da principio o dogma voluto ab eterno e sine conditione, a semplice requisito o appellativo voluto soltanto cum conditione!  Ciò è tanto vero che, alla luce di tale definizione dogmatica testè formulata se non ci fosse stato il peccato originale, non vi sarebbe stata neanche Maria, perché non sarebbe divenuta immacolata e conseguentemente, la nascita di Cristo viene subordinata al secondo evento condizionante della caduta dell’uomo, ma non a quello elettivo e preselettivo e principale,  della dimensione eterna ed assoluta della sua incarnazione!

In altre parole la formulazione del dogma viene completamente assorbita nella necessità di eliminare il primo peccato, quando invece ne prescinde in toto, ed è invece ancorata alla Incarnazione del Verbo. Ma Incarnazione del Verbo e Peccato di Origine, non sono in soluzione di continuità.

Se avessimo ragione le conseguenze di questo mancato recepimento sarebbero molto gravi e ne risulterebbe, pensiamo, una mancata proclamazione , o almeno una non completa proclamazione del dogma, con necessità di ri – proclamarlo.

Ma tale verità è peraltro resa evidente nell’apocalisse al capitolo 12°, ovvero che, dall’inizio dei secoli, Dio avesse la donna “Amicta Solis” agli Angeli, ordinando loro di sottoporsi ad essa e al Figlio che da lei veniva. In tal modo, la presenza della Madre è da sempre nella mente di Dio perché: Dio, aveva già mostrato agli Angeli di volersi incarnare, e non ancora di volersi incarnare per salvare l’uomo già caduto.  Seppur tale verità nella sua mente era già prevista, come prima intenzione Dio volle incarnarsi nella donna pura , e solamente come seconda intenzione eterna incarnarsi con finalità redentiva.

[1] http://www.donbosco-torino.it/ita/Maria/studi/10-11/13-Immacolata-Duns-S...