MARIA VERGINE REGINA DEI SETTE ARCANGELI

I SETTE ANGELI CHE VENERANO LA MADRE DI DIO

 

  • Sette Angeli siamo che veneriamo la Madre del Nostro Dio. Superiamo tutti gli altri del vostro genere. - Dalla Prima Estasi del Beato Amadeo da Sylva
  • Grazie alla Sua Maternità, la stessa  è esaltata  sopra  ogni  Coro e sopra i Sette Angeli e sopra Michele. - Dalla Quinta Estasi del Beato Amadeo da Sylva

RITRATTO MISTICO DELLA VERGINE MARIA

L’ immagine della Madonna che abbiamo realizzato non appartiene alla classica iconografia della Madre di Dio, ma ad un filone devozionale sorto e diffusosi in Sudamerica: quello delle c.d. Madonne Alate. La raffigurazione in esame si basa sul passo dell’Apocalisse 12, di San Giovanni che così recita:

“Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della  grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca” -  (Apocalisse 12,13).

Maria dunque , è resa da Dio Regina. Le abbiamo voluto attribuire questi significativi caretteri iconografici:

1) Le ali sono simbolo di regalità e di vittoria finale sul nemico. Le stesse inoltre, la rendono per via della sua purezza immacolata, irraggiungibile dal demonio, in attesa di svelare, verso la fine dei tempi, il suo ruolo straordinario di Madre Onnipotente per Grazia Divina. L’aquila rimanda all’Evangelista Giovanni, cui appunto fu concesso di vedere più lontano degli altri Apostoli, per l’amore che Cristo gli portava, ed è appunto l’Evangelista Giovanni che pone sotto il manto del mistero l’immagine della Donna Alata Vincitrice sul Demonio. Quando il mondo comprenderà la forza e la potenza concesse da Dio a Maria, verrà finalmente in soccorso della donna, distruggendo le opere dei bestemmiatori. L’Apocalisse di San Giovanni parla dunque di Maria Vergine, della sua divina regalità, e d’altra parte fu Ella stessa a dirlo a Bruno Cornacchiola alle apparizioni di “Le Tre Fontane”:

“sono colei che sono nella Trinità Divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Ecco, prima di andare via io ti dico queste parole: la Rivelazione è la parola di Dio, questa Rivelazione parla di me. Ecco perché ho dato questo titolo: Vergine della Rivelazione”.

2) La Corona delle 12 Stelle, simbolo delle 12 porte della Gerusalemme Celeste, dei 12 Apostoli, ma anche del gruppo dei 12 Arcangeli tutelari della terra, che  la stigmatizzata Teresa Neumann vide in estasi mistica, dei quali alcuni caddero in peccato.

3) La Corona del Rosario con le 7 Gemme, a significare che 7 Angeli le venerano specificamente su tutti gli altri e obbediscono ai suoi ordini.

4) Il serpente calpestato, con cui abbiamo inteso riferirci alla Genesi, perché la donna è la nemica suprema del serpente, e Colui che è nato da Lei gli schiaccerà la testa.

5) Il Bambin Gesù a significare chela maternità di Maria non cessa coll’essere Ella ora nei Cieli, ma anzi si esalta. La Sua maternità è inseparabilmente legata alla costituzione ontologica di Maria, la quale in ogni momento continua ad essere Madre dell’unico Figlio di Dio.

6) Il mondo a rappresentare che la stessa è Mediatrice, Corredentrice e Avvocata nostra e di tutto il mondo, e lo mantiene sotto la sua protezione.


MARIA TRONO DI DIO

 

Nel libro dell’ Apocalisse si nota in momenti cruciali la presenza di una Donna davvero speciale.

Nel Capitolo 12, l’ Evangelista descrive: «un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle».

Di poi l’immagine si chiarisce meglio perché ella : « Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto», e « partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono».

La Madre di Gesù, come in Cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è l'immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino [Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 68: AAS 57 (1965) 66.].

Portando nel grembo nientemeno che il Dio fatto uomo, ella si è resa realmente sacra anfora di misericordia infinita, nonché trono della Sua divina essenza.

Sant’ Alberto Magno, nel Commento al Salmo 92 (93) chiarisce che Cristo: « habet Thronum, Virginis Matris uterum » pone cioè il suo Trono all’interno del Grembo della Madre. Poiché Maria accoglie Cristo, in un modo unico e del tutto speciale: “in” sé, nel Suo Grembo, riceve il Figlio di Dio, quel Verbo fatto Carne che  «ha posto la sua dimora in mezzo a noi». Quella Parola – dicono i Padri della Chiesa – che Ella ha meditato a lungo, l’ha  davvero “concepita nel suo cuore”, portandola conseguentemente e realmente nel Suo corpo. Il “Sì” della Madonna ha dato a Cristo un Volto Umano, permettendo a noi, a tutti gli uomini, di poter incontrare la stessa Sapienza fatta Persona. Per questo, Maria è il trono della Sapienza.  Per questo Maria è il Trono di Dio[1].

Giustino Miecoviense sopra le Litanie della Beatissima Vergine  , parla di Maria come  Trono di Dio, dicendo quanto segue: «… Per il Trono del Regno  si intende invece la Beata Vergine Maria: in cui risiede come in un Trono il Sommo Re dei Ciel i… e questo, credo, la Chiesa celebra , quando durante la Domenica, nell’ottava della festa  dell’Epifania, l’inizio della Messa è il seguente: In excelso Throno vidi sedere Virum, quem adorat multitudo Angelorum. Per quel Trono Eccelso si intende la Vergine deipara».  

Aggiunge poi  S. Luigi Maria Grignion de Montfort nel suo Trattato della Vera Devozione alla Vergine Maria: « … L'Incarnazione è il primo mistero di Gesù Cristo: il più nascosto, il più alto ed il meno conosciuto…Questo mistero… è il trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio. È il trono della sua misericordia a nostro riguardo. In questo mistero, infatti, non ci si può avvicinare a Gesù se non per mezzo di Maria; non lo si può vedere né gli si può parlare se non tramite la Vergine sua Madre. E Gesù, che esaudisce sempre la sua cara Madre, da tale trono concede la sua grazia e la sua misericordia ai poveri peccatori: «Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia». È il trono della sua liberalità verso Maria … Per bocca dei santi Padri, lo Spirito Santo chiama, inoltre, Maria: 1 - la porta orientale, da cui il sommo sacerdote Gesù Cristo entra ed esce nel mondo. Per mezzo di lei vi entro la prima volta, per mezzo di lei vi tornerà la seconda. 2 - il santuario della Divinità, il riposo della Santissima Trinità, il trono di Dio, la città di Dio, l'altare di Dio, il tempio di Dio, il mondo di Dio. Tutti titoli ed elogi verissimi, rispetto alle varie meraviglie e grazie operate dall'Altissimo in Maria. Quali ricchezze e quale gloria! Quale piacere e quale felicita poter entrare e rimanere in Maria, dove l'Altissimo ha posto il trono della sua gloria suprema…Ricorriamo dunque sempre a questa grande Madre di misericordia e speriamo fermamente di salvarci per mezzo della sua intercessione, poiché ella - ci incoraggia Bernardino da Busto - « è la nostra salvezza, la vita, la speranza, il consiglio, il rifugio, l'aiuto nostro». «Accostiamoci... con fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia per opportuno soccorso » (Eb 4,16): questo trono a cui l'Apostolo ci esorta a ricorrere fiduciosamente è appunto Maria, commenta sant'Antonino. Perciò santa Caterina da Siena la chiamava « Dispensatrice della misericordia ».

Anche il dotto gesuita napoletano, Pietro Antonio Spinelli, definisce la Madonna “Madre di Dio e Trono Di Dio”, nel celebre libro di Lodi “Maria Deipara Thronus Dei” ove afferma : «…Anche la chiesa sembra chiamare con una certa eleganza la Deipara Trono eccelso di Dio nella domenica tra l’ottava della festa dell’epifania, quando i magi, guidati dalla stella, “entrando nella casa, trovarono il bambino con Maria sua Madre “ (Mt 2,11) vale a dire tra le sue braccia, come se sedesse su uno splendido trono. In quel giorno la Chiesa così inizia la messa con l’introito “ Su un trono eccelso vidi sedere un uomo, che la moltitudine degli angeli adora cantando all’unisono.  E’ abbastanza chiaro che con questa espressione “Trono Eccelso”, viene indicata la Madre di Dio, sul cui seno i magi, a nome della Chiesa, videro e adorarono anche loro quel Cristo, che viene adorato dagli angeli…». (Maria Deipara Thronus Dei, 2,13,18-19) …»[2].  


Se Maria è dunque il Trono di Dio, e se come dice Giovanni viene resa la Grazia e la Pace ai credenti, dai Sette Spiriti che stanno innanzi al Suo Trono, anche innanzi ad essa, stanno dunque  i Sette Arcangeli. 

Questo sentimento, trovasi espresso negli scritti di Francesco Mairone, detto l’illuminato,  il quale disse appunto che la SS. Vergine è nei Cieli ossequiata dai Sette Angeli più nobili: « Si dice che la Madre del Signore possiede Sette Angeli eccelsi che assistono al suo Trono, nel novero dei quali si dice appartenere il Beato Raffaele, come si afferma in Tobia , sulla scorta di quella frase dell’ Apocalisse: Grazia e voi e pace, cui segue: e dai sette spiriti che stanno al cospetto del Trono della Madre, che siede alla sua destra…»[3]. 

Per la verità nell’ Apocalisse, in modo simbolico, si fa cenno ad un passo molto particolare, che sembra attanagliarsi a Maria: «Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: "Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello» [ Ap 21,9].

Se giustamente s’ intende comunemente che tale sposa sia la Città Santa che scenderà dal Cielo alla Vittoria dell’ Agnello, quanto ancor più simbolicamente tale immagine non conduce alla medesima madre di Dio?

Ciò fu chiaramente rivelato alla venerabile Maria di Agreda, che nella sua Mistica Città di Dio, parla così di tale mistero: «Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello». Conobbi che tale angelo e gli altri sei erano tra i più vicini al trono della Trinità e che era stata data loro la potestà speciale di castigare l'ardire di chi si fosse macchiato dei suddetti misfatti dopo che si era manifestato il mistero salvifico con le opere, l'insegnamento e il sacrificio di Cristo. Compresi l'eccellenza e l'autorità della Principessa per offrire aiuto a chi la invoca di tutto cuore. Nel tempo questo si sarebbe palesato meglio mediante i miracoli e l'il­luminazione che l'umanità avrebbe avuto, nonché gli esempi dei santi, specialmente dei fondatori degli Ordini religiosi, e di tanti martiri e confessori»[4].

La verità della celeste assistenza dei Sette Arcangeli a Maria fu espressa pure misticamente:

Troviamo traccia della stessa, al Santo Vescovo Gerardo da Potenza, secondo la testimonianza che ci rende il Padre Pietro Ansalone nelle sue Opere Spirituali. Egli ci racconta infatti che l’Angelo custode di S. Gerardo gli avrebbe rivelato: « siamo i Sette Angeli che veneriamo il Trono della Madre di Dio».

Di poi tale verità è stata più efficacemente reiterata nel XV secolo dall’ Arcangelo Gabriele al Beato Amadeo Francescano cui rivelò: «…Sette Angeli siamo che veneriamo la Madre del nostro Dio, e precediamo tutti gli altri spiriti del vostro genere…» ed ancora : «… Beatissimo è quell’uomo che tu Dio assumesti. Dopo di quello c’è la tua Genitrice e dopo di lei ci sono i Sette Angeli…» .

Il “Beato” Amodeo da Sylva, ci riporta ancora nella sua Apocalypsis Nova, che durante il celebre episodio dell’annunciazione, Maria chiese a S. Gabriele di spiegargli il motivo che portò alla separazione di una parte del cielo dalla Verità. Alla Vergine allora furono rivelati i nomi dei Sette Santi Arcangeli che la difesero strenuamente, come abbiamo imparato a conoscerli (Quinta Estasi).

Susseguentemente i Sette Angeli e la Vergine cominciarono ad apparire in alcune estasi dimostrando questo rapporto di sudditanza nei Suoi confronti.

Maria e i Sette Angeli furono scorti dal mistico Antonio Ruiz de Montoya (1585 – 1652) che ottenne ulteriori importantissime rivelazioni su di loro.  Egli raccontò ad esempio al suo biografo Francisco Jarque che[5]: «Un altro giorno, durante la messa, mi vidi circondato dagli Angeli e principalmente dai Sette Principi e stava presente la Santa Vergine, alla quale nel mezzo di alcune elevazioni, soavi ed astrazioni della mente, il mio cuore scoccava numerose saette». 

Santa Caterina da Bologna fondatrice e prima badessa del monastero delle clarisse del Corpus Domini a Bologna in un determinato episodio della sua vita racconta pure di aver visto :  « Sette Angeli, che posti intorno a lei piangevano amando con passione e unendo le loro lacrime a quelle che ella versava piangendo le pene della Madre Addolorata »[6].

Questi Sette Principi della corte celeste e con loro tutti gli Angeli dei cieli sono dunque agli ordini dell'augusta Madre di Dio e le rendono rispettosi omaggi. 

Così pure  il pio fondatore del Santuario di Pompei, il Beato Bartolo Longo, ricostruì efficacemente e minuziosamente nelle sue opere sui Sette Divini Assistenti, l’ itinerario mistico che identifica la Vergine Maria in quel “Trono di Dio”, circondato dai Sette Arcangeli più eccelsi, che la riveriscono e ossequiano specificamente, ecco le sue parole: « Or che beatissimamente regna in Cielo la SS. Vergine Madre di Dio, incoronata Regina del Cielo e della terra, tutti gli Angeli Le prestano ossequi di onore, di culto e di venerazione quale a loro Signora e Regina. Ma i Sette maggiori Spiriti del Cielo, che sono i più eccelsi Principi della Reggia di Dio stanno dinanzi al suo Trono. Per questo Trono di Dio, innanzi a cui riverentemente stanno ritti quei celesti Spiriti,  si può misticamente intendere la Vergine Immacolata che essi venerano, la quale fu per nove mesi abitacolo dell’Altissimo… E la Chiesa nell’uffizio delle feste di Maria Santissima, con S. Giovanni Crisostomo la chiama Cielo e Trono di Dio. Anzi nell’Uffizio dell’Immacolata, nella prima lezione del Terzo notturno, fa cantare l’Omelia di S. Germano Vescovo, che appella Maria Palazzo purissimo di Dio sommo Re, amenissimo Paradiso di Dio; e conchiude con l’invocazione alla SS: Vergine. Ave, o Santo Trono di Dio, casa della gloria… e cielo enarrante la gloria di Dio: - Ave sanctus Dei Thronus … Domus gloriae … Coelumque Dei gloriam enarrans…»


MARIA E SAN MICHELE:

Fu l'Arcangelo Michele a difendere prima che il mondo fosse creato la regalità di Maria come si narra nel capitolo 12° dell'Apocalisse di San Giovanni: « Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli». Michele è dunque il primo custode celeste della Santa Vergine, e primo proclamatore della sua dignità di Madre di Dio


MARIA E SAN GABRIELE:

Le celebri pagine del Vangelo di Luca, presentano la divina custodia dell'Arcangelo San Gabriele, nunzio celeste, nei confronti di Maria Vergine, arrecandole l'ambasciata della futura incarnazione del Verbo. Gabriele infatti che è uno di quelli che stanno - al cospetto di Dio - nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».


MARIA E SAN RAFFAELE:

Fu a Cordova, in Spagna, che l'Arcangelo Raffaele, dichiarò di essere sottoposto alla Santa Vergine, per impetrare nelle sue mani la guarigione dei popoli. L’Angelo apparve sotto le sembianze di un giovane di una bellezza straordinaria al religioso  Simone de Sousa, suo devoto al quale disse: “ …Io sono Raffaele e vengo ad aiutarti. Le tue preghiere, le tue elemosine e, soprattutto, la tua umiltà e carità hanno un grande valore agli occhi di Dio; Dio aiuterà questa città con le dolcezze della sua clemenza. Vai dal vescovo e digli di mettere una mia immagine sotto il campanile della cattedrale e di esortare tutti a ricorrere a me. Immediatamente gli ammalati verranno guariti, a condizione che si raccomandino alla Regina degli Angeli. Tutti coloro che ricorreranno alla mia intercessione e porteranno la mia immagine, verranno liberati dalla peste e dal demonio impuro Asmodeo, che fa perdere gli uomini e li allontana da Dio”.  La città obbedì all’invito di Raffaele e promise di celebrare ogni anno una festa speciale per ricordare la celeste apparizione. Subito la peste scomparve e la città di Cordova venne consacrata a San Raffaele Arcangelo.


MARIA E SAN URIELE:

Fu Maria stessa a inviare San Uriele al Santo Cristiano copto Etiope GIORGIS de SAGLA, al fine di rendergli la conoscenza celeste per l'apprendimento delle Sante Scritture. Diceva alla Nostra Signora Maria, rimanendo davanti alla sua Santa Icona: «Oh Mia Signora, Madre del Mio Dio, perché trascuri me, tuo servo e figlio della tua vergine? Mio padre mi ha affidato a Tuo Figlio cosicchè  possa essere un prete nella tuo Santuario e servire i monaci nel monastero. Ma non conosco ciò che i libri e le parole della tua lode dicono, come invece questi monaci, sebbene viva con loro nell’abbazia. Io non sono né un soldato del re della terra come i miei padri né un servo come questi monaci di Dabra Hayq! Che razza di creatura è quello? Così parlano di me le genti di questo mondo che passa in un attimo come ombra. Oh mia Signora, prendimi con la morte del corpo e fammi vivere con te, affinchè trovi scampo nella morte del Tuo Santo Figlio che morì per la redenzione di molti, mentre non morì nella sua natura divina”. Mentre egli ripeteva queste parole tutto il tempo, la Nostra Signora Maria venne da lui un giorno, e gli disse in sogno: “ Oh mio prediletto Giyorgis, mio servo, mantieniti questa settimana nella purezza della carne, perchè Mio Figlio ti concederà, attraverso la grazia della sua generosità, lo spirito di comporre libri perchè l’Arcangelo Uriele ha chiesto per il tuo amore da Mio Figlio di concederti di bere dalla coppa della conoscenza come Esdra».


MARIA E SAN SEALTIELE:

Secondo il Beato Amadeo, l’Arcangelo Sealtiele espresse la sua difesa nei confronti di Maria, contro le orde infernali, durante la celebre battaglia celeste. Egli espresse allora un celebre discorso a difesa dell’incarnazione: «…Sealtiele  uno dei nostri compagni disse su esortazione di MICHELE : “…Tutti o infelici errate o siete lontani da Dio, e nessuno di voi parla correttamente e nemmeno infatti tu che hai voluto indurre la concordia parli correttamente: vuoi portare una legge alla volontà di Dio, la quale è al di sopra di ogni legge? Similmente , anche voi altri sembra che vogliate obbedire a Dio condizionatamente; non si deve ricercare la causa della sua volontà; un uomo sarà fatto Dio, non un Angelo; gli Angeli adoreranno quell’uomo, e venereranno la Madre dello stesso; non vuole che gli uomini adorino un Angelo».

In quest’accezione Sealtiele, (Saltiel nella Nuova Apocalisse) significa – Discorso o Parola di Dio – per questo il suo motto era Orator. Egli dunque esperisce il compito di Avvocato delle anime.


MARIA E SAN GEUDIELE

San Geudiele, per come risulta da alcune apparizioni risulta essere il 2° Spirito servente di Maria.

Ciò emerge ad esempio dal Testamento Spirituale della Venerabile Maria Giovanna della Croce al  paragrafo 12 si apprende quanto segue: “….prego assistermi li miei Santi Angeli Custodi assieme con S. Michele Archangelo, S. Gabriele e S. Ieiudiel eletto da Dio per il Stato Verginale, li dodeci Apostoli, S. Gioseppe e Sant’Anna, quali supplico aiutarmi in quell’ultima hora, acciò pervenir possi alla Vita Eterna…”.

Mentre in una visione celeste elargita da Cristo si dice: (Dalla Vita, libro 3°) : «l’altro capo di questo coro (..) è San Jejudiel, stimo anco lui  Arcangelo, è quello ancora uno de li sette, che assistono al Trono di Dio. Questo come il precedente nella solennità, serve questa Gran Madre di Dio. Questi portano le virtù della Gran Signora e cantano in melodie celesti, le grandezze delle sue virtù, e amore con il quale ha amato, Dio, e l’ha tirato nelle sue purissime viscere, cantano di più il canto Virginale insieme con le Vergini, anzi la Vergine delle Vergini frequente canta seco Lodi alla Trinità Sanctissima,, e di quel canto si diletta tanto l’Eterno Signore,, che a quello tutto il Cielo pone silenzio,, anzi alle volte il medesimo Dio canta con la  Santissima Madre Maria. Queste sono le primitie dell’agnello, dove le Vergini seguono la loro signora, e insieme con lei spiegano le loro verginali voci,. In questo Choro si celebrano gli sponsali con l’Eterno  Signore, quando le Vergini sante entrano in Cielo in questo se le da la corona della gloria, e questo è offizio di San Jejudiello Archangelo, e di San Gabriello il coronare le Vergini, e presentare le loro preci,  e Virtù all’Eterno Signore,  e ancora che questi due Archangeli siano delli sette che assistono alla Sanctissima Trinità, f’anno l’uno e l’altro alli suoi tempi; San Jejudiello è Maestro di Cappella della Musica, e che si fa alla Sanctissima Trinità nel Sancta Sanctorum avanti la gran Maestà sua dalli Serafini, & ordinatamente  dalli altri Chori delli Angeli, e Santi; Questi Sancti Cherubini corteggiano, e servono in ogni luogo la loro, e mia Signora quando è invitata alle festi Solenni del Cielo dal Grand’Iddio & alle ricreationi dè Giardini Celesti; questi suoi Corteggiani l’accompagnano con grandezza inenarrabile, sonando Trombette & altri instrumenti musicali. O Dio, sono persa ho detto nulla: era meglio con un santi silenzio reverire le grandezze angeliche»


MARIA E SAN BARACHIELE

San Barachiele è l’ Angelo dell’ultimo appello. Il Beato Amadeo ce lo descrive presente durante l’annunciazione, come segue Barachiele veniva come nunzio dello Spirito Santo perché a lui si attribuisce la benedizione di quella Persona». Infine Barachiele inoltre assume anche l’officio di ultimo Angelo o Angelo dell’attesa di Dio, poiché scaglia verso le orde sataniche l’ultimo appello alla resipiscenza, come segue: ho narrato in quella notte alla Vergine Maria insieme alle parole di Michele, che allora ti ho riferito, e come Dio aspettava la conversione di quelli e come (costoro) non volendo convertirsi,  furono gettati dal cielo nelle oscurità e nelle tenebre. Tutte queste cose allora ho detto a Maria, Regina nostra Santissima e ho aggiunto ciò che Barachiele allora aveva detto, che era qui con me come nunzio dello Spirito Santo. E essendo stato fatto un più lungo scontro fra noi e quelli, o Maria,  allora Barachiele, fratello mio, il quale è qui ad assistere, disse:  “Convertitevi o miseri, convertitevi; ecco Dio nostro benedetto vi attende e benignamente vi aspetta, altrimenti, precipiterete nell’abisso e scenderete negli inferi. Benedite il Signore, magnificate il vostro Creatore nel quale c’è somma giustizia e nessuna iniquità” Ma essi tra loro dicevano: dov’è quell’Abisso? Dove sono gli Inferi? Infine poiché quelli non volevano obbedire, subitamente il Padre Onnipotente creò il Sole con i Cieli inferiori e gli elementi, come ti dissi quell’altra volta, servo di Dio.


PRESUNTE APPARIZIONI DI MODERNI VEGGENTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] In questo piccolo brano non abbiamo potuto non ispirarci all’omelia dell’ Arcivescovo di Rossano  , mons. Santo Marcianò, del 13 agosto 2008

[2] Testi mariani del secondo millennio: Autori moderni dell'Occidente secoli ...a cura di Stefano De Fiores,Luigi Gambero

[3] “…Mater Domini dicitur habere septem Angelos notabiles, qui absistunt eius throno, de quorum numero dicitur B. Raphael, ut dicitur in Tobia (12,15 n.d.a.), iuxta illud, Apocalypsis: Gratia vobis et pax, et sequitur: a septem spiritibus qui in conspectu throni Matris, qui sedet a dextris  eius…” [Mayr. Serm. De creat. Beat. Virg.]

[4] Mistica Città di Dio, libro primo, CAPITOLO 2  Si spiega che l'evangelista san Giovanni nel capitolo ventu­nesimo dell'Apocalisse parla letteralmente della visione che ebbe quando contemplò la discesa dal cielo di Maria, nostra signora. Punto 24

[5] Dr. D. Francisco Jarque Ruiz Montoya  En  Indias  (1608-1652), , Volume Tercero",  pag. 266, al  capitolo IV: “Favorece la Reina del cielo en estas tribulaciones á su gran devoto: sánalo de su achaque y hácele otros singulares favores”:

[6] Antonio C. D. ANDRES, Septenario doloroso de Maria S.ma, pag. 4 frl prologo, Faculty of Advocates (Scotland). Library - 1867